Rio de Janeiro

Rio de Janeiro… voliamo in Brasile con Valeria

Quanti di voi hanno immaginato di volare a Rio de Janeiro, sognato di stendersi al sole sulla spiaggia di Copacabana, sorseggiare una caipirinha, o ballare una samba? Ecco Valeria ha fatto tutto questo e ce lo ha voluto raccontare. Pronti per partire?

Rio de Janeiro

ha avuto un impatto forte su di me, e lo dico subito, sia nel bene che nel male. I colori della sabbia delle spiagge di Ipanema e Copacabana, il verde delle sue colline, della sua natura prorompente che contrasta con la città con le costruzioni che sembrano farsi spazio all’interno della foresta, i colori delle sue favelas lungo le pendici delle sue colline, un tetris di case, vite, storie. Oppure l’odore del vento che arriva dall’oceano, delle sue strade dopo la pioggia, il caldo umido che ti avvolge e ti abbandona solo quando ti tuffi fra le onde del suo oceano.

Rio De Janeiro, è una delle destinazioni turistiche più sognate del mondo, e molte delle guide di viaggio affermano che la vista della città di Rio sia la più bella del mondo. E lo è. Per essere ammirata in tutto il suo splendore bisogna andare sul Corcovado, la collina in cima alla quale sorge l’imponente statua del Cristo Redentor (la più grande scultura al mondo di Art Decò). Per raggiungerlo ci vuole un po’ di pazienza. Un autobus ed un trenino, che sale tutta la collina, dove la natura è selvaggia, la foresta Tijuca prorompente e meravigliosa, e dove si possono fare incontri particolari: le scimmie. Si arriva ad una fermata dove occorre superare dei controlli e poi ancora un altro autobus più piccolo ed ancora controlli… Quando sarete finalmente arrivati, troverete prima moltissima gente, però quando riuscirete a raggiungere al bordo del terrazzo sarete ripagati di tutta la vostra pazienza.  Dalla spiaggia rosata di Ipanema a quella di Copacabana, a Botafogo, il Pan di Zucchero, le infinite favelas abbarbicate sulle ripide colline, il centro commerciale della città con la sua gigantesca cattedrale, e lo stadio Maracanà, il più grande del mondo.
Altro punto, per me più affascinante per poter ammirare la cidade maravilhosa è sulla cima del Pan De Azucar, che si raggiunge con una teleferica. Lo spettacolo toglie il fiato, ed è molto meno caotico. Complice il vento caldo, la luce del pomeriggio inoltrato, ma si ha la sensazione di vedere davvero uno scorcio di paradiso. E’ l’immagine di Rio che con maggior gioia porto nel cuore.

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La spiaggia di Copacabana, una distesa di spiaggia lunga 4 km popolata da bellezze e meno belle, carioca, bambini che giocano continuamente a calcio, uomini palestratissimi che corrono e fanno ginnastica, surfisti che cavalcano, o almeno cercano di farlo, le alte onde. Qui la vita ha un ritmo diverso, molti i chioschi all’aperto lungo la famosa strada in mosaico bianco e nero che costeggia tutta la spiaggia. Rigorosamente da percorrere a piedi, lentamente (possibilmente cappello e crema solare o ci lascete la lisca!) e ogni tanto fermarsi a gustare un latte di cocco, mangiare qualcosa da uno dei tanti venditori ambulanti. Due cose non vi abbandoneranno mai. Non pensate ad il romantico rumore dell’oceano ma quello dei ragazzini che giocano a calcio, spesso litigando, e le persone che vi sfrecceranno accanto, a qualsiasi ora del giorno (e della notte) facendo footing. Gli abitanti di Rio hanno un vero e proprio culto per la forma fisica, e vi assicuro che quando vi sorpasseranno vi fanno sentire ogni volta in colpa per l’ultima Caipirinha bevuta!  Detto ciò, Copacabana è il punto di partenza giusto per farsi un’idea della città. Attaccata a Copacabana, separate da un piccolo promontorio c’è la chic Ipanema, (è davvero chic) ma molto bella e molto turistica. Vale la pena un giro fra le lussuose strade, un pranzo in uno dei tanti locali cool (sì, sono cari, ma se siete in vacanza dovete pur godere no?). Piccola citazione doverosa per me, il museo di arte contemporanea a Niteroi, cittadina vicina collegata con un lungo ponte, da apprezzare più per la sua architettura esterna (progettato da Oscar Niemeyer, architetto che disegnò Brasilia e molto altro) che per la sua collezione interna.

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Prendetevi un giorno per visitare il centro città dove si trovano gli edifici storici e hanno sede molte istituzioni e aziende. Il centro è sicuramente un luogo da visitare, però solo nelle ore diurne. Rio è pericolosa? Sì, lo è, e pure molto. Ma del resto quale grande città non lo è. Il centro è un interessantissimo mix di edifici moderni e antichi palazzi coloniali. Contemporaneità e storia nel medesimo quartiere. La splendida Catedral Metropolitana in Av.Repubblica do Chile mentre in Av. Presidente Vargas, la coloniale Igreja de Nossa Senhora de Candelária, e ancora il Teatro Municipal, sede dell’amatissima compagnia nazionale di danza brasiliana. Un must? Fare pausa per un caffè ed un dolcetto nella celeberrima La Confeitaria Colombo, aperta dal 1894, o un pasto (caro) al ristorante Amarelinho. Visitate Praça 15 de Novembro, pienissima di vita e ancora da Rua do Rosario sino a Rua da Conceição ove si trovano coloratissimi negozi che vendono tutto il necessario per il Carnevale.

Altro posto da non perdere è una passeggiata lungo Guanabara Bay, nel quartiere Botafogo, dove poter ammirare i meravigliosi scenari di Rio de Janeiro. Oltre ad essere la zona più “alternativa della città”. Cinema d’essai e locali di design si alternano a vivaci bar, centri commerciali e piccoli negozietti d’artigianato, complessi residenziali accanto a pittoresche case. E’ anche una zona abbastanza tranquilla, dove è piacevole camminare e come nel nostro caso perdersi… Lo stesso giorno potete fare una passeggiata (lunga ) in un altro quartiere tranquillo ad nord di Botafogo e cioè Flamengo, dove i palazzi sono più armoniosi, i bar più cari, ma i parchi ed il panorama anche qua non scherzano.

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Un altro giorno dedicatela alla vera Rio, e cioè ai quartieri di Lapa e Santa Teresa. Meno conosciuto delle destinazioni più popolari, Lapa non è apprezzato per la spiaggia, sebbene anche questo quartiere a sud di Rio abbia un po’ di costa, ma è noto per il ritmo. Suoni di samba e musica, ovunque, bar e nightclub affollati; street art ovunque e piccoli atelier di giovani artisti o stilisti. L’acquedotto coloniale e i parchi colorati aprono una porta ad una parte bohemien di Rio densa di una ricchezza culturale che va oltre la bellezza delle sue spiagge e della samba. In questo quartiere si trova la famosa e colorata scalinata Selarón, ricoperta di maioliche variopinte dall’omonimo artista cileno Jorge Selarón. Abbastanza tranquilla da visitare di giorno, caotica e pericolosetta di notte, dove le strade si riempono ed i locali sono stracolmi. Ve lo dico sinceramente, sarà stata l’atmosfera che si respirava, l’arte, i colori, i negozietti vintage, ma io di questo quartiere me ne sono innamorata. Non si respira sicurezza è vero. Basta essere un po’ accorti. Vestitevi male come faccio io quando sono in viaggio, non portate con voi nulla se non una macchina fotografica da poco, tanto se uno è una pippa a fare le foto non sarà una macchina fotografica da 3000 euro che farà di lui un fotografo della Magnum. Date poca confidenza, senza essere arroganti e sopratutto regola che vale per tutto il mondo, fatevi i fatti vostri senza essere scortesi.Altro quartiere dove si respira un’aria davvero caratteristica è Santa Teresa, immerso tra le colline del centro di Rio, dove si trovano edifici di Art Déco, mosaici e murales bellissimi, che con il verde della natura lo rendono una vera esplosione di colore. Lungo le strade in ciottolato corrono i binari del tram (chiamato bonde o bondinho), che non esiste più. Gli abitanti del quartiere si battono affinché venga ripristinato.

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La visita allo stadio Maracanà è un must, io già sbuffavo ma mio marito non se lo sarebbe perso per niente al mondo. Vi presento quasi alla fine l’altro viaggiatore (viaggiatore vero) perchè sarà fondamentale in uno dei capitoli importanti di un viaggio: il cibo.
Ma tornando al Maracanà, andateci. Io sbuffavo e non capivo. E’ bellissimo, gigantesco ed è la vera cattedrale laica della città e dei brasiliani. Io che non seguo il calcio, ne ho aprrezzaro ugualmente la maestosità, l’architettura, la religiosità con cui viene presentato agli occhi dei turisti.

Altro luogo sacro per gli abitanti di Rio è il Sambodromo, ma se non è periodo di Carnevale, come nel caso del nostro viaggio, secondo me è impossibile apprezzarne la bellezza. Il Carnevale di Rio è il più grande del mondo, sia per la bellezza che per i numeri: 14 scuole di samba che sfilano durante due lunghe notti, ognuna composta da 3000 – 5000 persone per un totale di circa 30000 persone sfilanti per notte, scatenatissime e coloratissime. Prima o poi dovremmo tornare a Rio per vederlo.

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Piccola Rubrica Food-Wine & More

E qui è necessario mio marito. Io oltre che assaggiare non sono una buona forchetta e per di più sono vegetariana. Il cibo a Rio è ovunque e per tutte le tasche, dai chioschi sulle spiagge ad uno dei tanti tanti lanchonetes ad ogni angolo di strada, dove c’è l’imbarazzo della scelta per i succhi e i frullati di frutta fresca. Spesso troverete scritto anche Casas de jugos. I succhi sono una parte molto importante della gastronomia brasiliana visto che il paese è ricco di frutta tropicale. Si possono bere anche nei cocktails, che sono divini. Poi ci sono i “rodizio” ristoranti a prezzo fisso dove viene servita carne o pizza a volontà, ed i ristoranti dove si mangia “a quilo” (a kilo, di solito si ha disposizione un sontuoso buffet: si può scegliere quello che si vuole, si pesa il proprio piatto e si paga secondo la quantità di cibo consumata). Non mancano poi ristoranti internazionali, pizzerie e fast food. Ci sono ristoranti stellati, con relativi costi spaziali. In tutti comunque sono esposti i menù. Ricordatevi che si aggiunge un 10% per il servizio al conto.
I piatti tipici assaggiati quasi tutti sono: la feijoada, a base di fagioli neri (da cui deriva il nome) e riso. Si mettono anche carne di maiale e frattaglie. E’ il piatto tipico del sabato e viene servita accompagnata da un altro piatto tipico della gastronomia brasiliana, la farofa, farina di yuca tostata condita in diversi modi.
Chi non conosce il Churrasco? (che non ho mangiato a differenza di mio marito). Il churrasco, è la carne alla brace in generale. Le churrasquerías sono ovunque Rio de Janeiro. La carne è sempre accompagnata da riso e le porzioni sono sempre enormi.
Zuppa Leão Veloso: zuppa di pesce a base di frutti di mare di qualità. Il brodo viene cucinato con teste di gamberetti e altri pesci e altri crostacei succulenti, come l´aragosta e i gamberoni, con soffritto di cipolla, pomodoro e zenzero. Si trova nei ristoranti di alta qualità ed è costosa.
Filé à Osvaldo Aranha: a Rio de Janeiro i nomi dei piatti sono abbastanza particolari e spesso portano nomi di persone. In questo caso Osvaldo Aranha era un politico degli anni ´30. Il piatto consiste in un filetto di carne con yuca, riso bianco e aglio fritto.
Acarajé, buonissime e salvavita dei vegetariani, sono delle frittelle di fagioli neri ripiene di vatapá; salsa fatta con farina, arachidi, zenzero, pepe, olio di palma, latte di cocco e cipolla.
Casquinha de siri: si trova in tutti i ristoranti, è la polpa di granchio sminuzzata e servita all´ interno della sua corazza con salsa verde.
La ambrosía, è una specie di macedonia fatta con melone e cocco fresco grattugiato, oltre a tutta la frutta che desideri aggiungere. Ne ho mangiata in quantità disdicevole, insieme a litri di Caipirinha.

P.S.: nota impopolare gli abitanti di Rio, oltre ad essere fissati con l’attività fisica non sono proprio dei simpaticoni. Parlano poco e malvolentieri l’inglese, anche se faranno finta di avervi capito benissimo. Compratevi una guida, una bella, grande, guida. E affidatevi alla suerte!

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