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Terremoto: quando il mondo crolla

E’ difficile parlare di viaggi, di posti meravigliosi, vicini o lontani, in questi momenti. E’ difficile raccontarvi la bellezza del mondo che ci circonda quando quel mondo crolla. Per questo ci siamo prese una piccola pausa.

Vi abbiamo raccontato, in questi mesi, dei nostri viaggi, di quello che ci è piaciuto e di quello che non ci è piaciuto, delle nostre esperienze, con quel pizzico di leggerezza e sentimento con ogni “trasferta” ci ha regalato. Oggi purtroppo quello che ci raccontano giornali, tv, internet è di un’Italia ferita, di interi paesi spazzati via dalla furia di un terremoto che non ha lasciato scampo. Un terremoto come tanti altri purtroppo, perché se non è l’Italia è altrove, ma spesso, troppo spesso, le catastrofi ambientali portano morte e distruzione.
Nelle stesse ore in cui ci raccontano di quanto successo nel centro Italia, un’altra scossa (avvertita anche in Bangladesh e India), ha causato la morte di alcune persone e danni irreparabili a circa 200 templi di Bagan, in Myanmar.

Il primo pensiero va ovviamente alle vittime e alle loro famiglie. Passato il dolore per le perdite umane è impensabile non rivolgere lo sguardo anche al patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che in entrambi i casi, come accaduto purtroppo molto spesso anche in passato, si va a perdere. Ci sarà la ricostruzione, speriamo il più veloce possibile, ma niente sarà come prima. E allora viene da pensare se non sia possibile mettere in sicurezza, per le persone prima e per il patrimonio dopo, anche i paesi più antichi, quelli che di antisismico non hanno niente per ovvi motivi di storia. Preservare vite umane e città dalla furia della natura deve essere una priorità, perché troppo spesso ci troviamo a dover fare i conti con catastrofi più o meno annunciate, più o meno causate dalla mano folle di un uomo che non ha tenuto conto di come il territorio abbia le sue regole da rispettare.

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