Pont-d'Aël

Gioielli italiani: il ponte-acquedotto di Pont-d’Aël

Ho scoperto il ponte – acquedotto di Pont-d’Aël per caso: una serie di circostanze hanno fatto sì che mi saltassero i miei consueti appuntamenti in Trentino Alto Adige e che, con genitori e figlio, decidessimo di dirottare la nostra “gita in montagna” in Valle D’Aosta, dove non ero mai stata. Facendo un po’ di ricerche su cosa ci fosse da vedere partendo da un punto preciso (di cui poi vi parlerò) e tra le tantissime opzioni c’era anche questo fantastico esempio di ingegneria romana in una piccola frazione di Aymavilles, Pont-d’Aël (o Pondel) appunto.

Il ponte-acquedotto di Pont-d’Aël: l’esperienza

Vi lascerà senza parole. Ve lo assicuro. Una volta attraversato il piccolo paese (veramente piccolo) alla vostra destra sentirete scorrere il fiume e alla fine della strada eccolo, il ponte, in tutto il suo splendore. Ed è un vero e proprio splendore. Varrebbe la pena di andarci anche senza entrarvi ma vi perdereste qualcosa di unico. Si entra solo come “visita guidata” che poi è più una questione di sicurezza che altro. Il custode, un uomo gentile e divertente, vi aprirà la porta e vi seguirà nel vostro attraversamento. Il corridoio è stretto e sotto i vostri piedi un pavimento trasparente vi consentirà di vedere l’interno dell’altissimo ponte (56 m). Se soffrite di vertigini quei 50m 8e un po’) di camminamento vi sembreranno eterni, ma ne vale la pena. Portateci i vostri bambini, ne resteranno stupiti. Il mio si è divertito tantissimo.

Pont-d'Aël

Il ponte-acquedotto di Pont-d’Aël: cenni storici

Prima di qualche consiglio utile vi lascia qualche cenno storico riguardo al ponte. E’ nato come ponte e acquedotto: la parte esterna infatti serviva per la rete idrica, mentre il passaggio interno era destinato alle persone e agli animali. Oggi lo sono entrambi.Il suo scopo era potare l’acqua necessaria all’estrazione e alla lavorazione del marmo bardiglio che si trovano in un’altra frazione di Aymavilles. La struttura è bastata 3 a.C. come riporta l’iscrizione sul fronte nord, dove si legge anche il proprietario Caius Avillius Caimus di Padova.

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Il ponte-acquedotto di Pont-d’Aël: iConsigli

Il parcheggio alle porte del piccolo paese è raggiungibile con ogni mezzo, nel nostro caso il camper. Sulla strada che sale da Aymavilles troverete una deviazione sulla sinistra: non vi preoccupate la strada fa una brusca discesa ma poi è assolutamente transitabile per tutti, state solo attenti alla larghezza: se si incontrano due mezzi “grandi” può diventare più complicato ma non impossibile.
Nel parcheggio troverete anche dei bagni pubblici se ne aveste bisogno.

Dovrete attraversare tutto il paese (poche centinaia di metri) per arrivare al ponte. Proprio lì, alla fine della strada, sulla sinistra troverete la biglietteria. La visita è a orari stabiliti, vi sarà comunicato il primo orario utile dagli addetti. Il biglietto costa 3€ (2€ per le comitive, 1€ per i minori) e si paga solo se si vuole percorrere il passaggio interno, altrimenti potrete attraversare il ponte esternamente e gratuitamente, ma vi consiglio ovviamente di entrare.

Se avete un po’ di tempo, o se capitate all’ora di pranzo, nel piccolissimo centro c’è un bar/ristorante (è l’unico non potete sbagliare) che fa piatti squisiti della tradizione valdostana. Da provare i salumi e i dolci assolutamente. E’ ricavato nella vecchia scuola ed è veramente una chicca.

Potete abbinare la visita a Pont-d’Aël a quella ad Aymavilles e al suo castello. Nel mio caso purtroppo questo non è stato possibile visto che attualmente il castello è chiuso per restauro. Secondo le voci di paese non se ne rivedrà l’apertura prima del 2018, forse 2019…

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