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Polinesia Francese … la nostra luna di miele

Chiudete gli occhi e immaginate un paradiso terrestre, spiagge bianche (o nerissime) e acqua cristallina. Immaginate di nuotare tra pesci di mille colori, squali (innocui), tartarughe e delfini. E poi immaginatevi palme, ananas e gechi. Ecco ora riaprite gli occhi e preparatevi a partire per la Polinesia Francese. Il titolo è già un indizio su quando abbiamo visitato queste isole da sogno: in viaggio di nozze. E parlo al plurale non perché sia impazzita ma perché se io ci sono andata, nell’ottobre del 2013, è per colpa di Novella che me ne ha fatta innamorare dopo il suo viaggio di nozze del giugno 2008. Devo essere sincera, la mia idea di honeymoon era un po’ diversa, mi immaginavo più un coast to coast in America o un viaggio in Giappone, ma il mio futuro marito voleva “il mare” e allora il compromesso fu: tu decidi il mare, io decido quale. E così Polinesia fu. Ma la mia scelta su quali isole visitare è stata diversa, per il 50%, da quella di Novella: per me Bora Bora e Moorea, per lei Moorea e Fakarava. Ecco perché questo racconto è scritto a 4 mani.

PREZZI E VOLI PER LA POLINESIA

Purtroppo non è tutto bello come sembra, o meglio partiamo dalle note dolenti, così ce le leviamo. La Polinesia Francese è carissima. Si paga praticamente anche l’aria che si respira e per questo è scelta da moltissimi come viaggio di nozze, che si sa ha un budget diverso da qualunque altra vacanza. E loro lo sanno, tanto da fare delle super offerte legate proprio ai matrimoni. Questo vuol dire che al momento della prenotazione dovrete presentare il documento delle pubblicazioni. Altro trucco, che sicuramente la vostra agenzia di viaggi vi dirà, è quello di scegliere o piccoli hotel locali o grandi catene internazionali che hanno pacchetti che comprendono diverse isole, quasi sempre in regime di mezza pensione. Potete anche provare a organizzarvi il viaggio da soli. Si trovano buone offerte sugli alloggi anche su Booking.com, ma perderete le agevolazioni di cui vi ho parlato, quindi fatevi fare comunque un preventivo in agenzia. Se posso darvi una dritta, se volete risparmiare qualcosa evitate i bungalow overwater, li fanno pagare tantissimo ma alla fine il mare ve lo godete dalla spiaggia. Non vi fate invece intimorire dagli spostamenti da un’isola all’altra, anche in aereo sono molto economici.  Per il volo dall’Italia io ho viaggiato con Alitalia (il ritorno con Air France) da Milano Malpensa a Parigi e con Air Tahiti Nui da Parigi a Los Angeles (dove ho fatto uno scalo lungo due giorni per poter andare agli Universal Studios) e da Los Angeles a Papeete. Ovviamente i prezzi non sono propriamente abbordabili ma questa soluzione è, quasi sempre, la più economica.

BORA BORA

Dopo una notte a Papeete, di cui vi parlerò alla fine, il nostro programma prevedeva il trasferimento a Bora Bora, la Perla del Pacifico. Sveglia presto, colazione e poi dritti in aeroporto. Non vi aspettata chissà cosa: gli scali delle singole isole sono piccolissimi, poco anche il personale e dalla totale assenza di delicatezza. Morale… la mia valigia è tornata in Italia praticamente disintegrata. Detto questo quello che ci aspettava fuori dall’aeroporto era quasi inimmaginabile. Il nostro hotel, della catena Sofitel che si trova non su un motu ma proprio sull’isola, per le coppie in luna di miele metteva a disposizione un’imbarcazione privata per raggiungere il villaggio. E così dopo una piccola traversata in queste acque che cambiavano colore a seconda della profondità, con sullo sfondo il verde delle “montagne” siamo attraccati al piccolo molo dove ci attendeva una gentile signorina con due cocktail di benvenuto. Sbrigate le questioni burocratiche di check-in finalmente siamo arrivati in camera. Il nostro era un grazioso bungalow davanti al mare (in realtà in seconda fila ma essendo sfalsati era come se fossimo sulla spiaggia). La voglia tuffarsi era davvero tanta e allora, costume e via… La spiaggia non era bellissima, ma il mare toglieva il fiato. Nei giorni seguenti (abbiamo passato 4 notti a Bora Bora) abbiamo scoperto una spiaggia bianchissima lunga chilometri poco distante dal nostro hotel, la Matira Beach. Una meraviglia. L’acqua del mare aveva un colore che è difficile da spiegare, tra il cristallino ed il turchese, una tonalità che non avevo mai visto in vita mia e che anche le foto non rendono a pieno. Essendo Bora Bora la più cara tra le isole della Polinesia abbiamo deciso di non fare escursioni, lasciandole a Moorea. Ci siamo però concessi, l’ultimo giorno, un giro completo con il motorino. Bora Bora è circa 38 chilometri quadrati… in due ore l’abbiamo vista tutta!
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MOOREA

Se a Bora Bora il tempo era stato magnifico Moorea ha regalato a me e mio marito due giorni di tempo incerto, a sprazzi anche di pioggia, che noi abbiamo impiegato in escursioni. La prima è stato un Safari alla scoperta dell’isola. Molto più grande di Bora Bora, Moorea offre lunghe distese di verde, montagne e colline, ovviamente oltre ad un mare da sogno. Grazie a questa gita in 4×4 con la nostra guida FranckyFranck, che vi consiglio, abbiamo visto baie, piantagioni di ananas e vaniglia, siamo saliti sulla Montagna Magica e scoperto le aperture che consentono l’ingresso all’isola dalla barriera corallina. Un tour ben fatto, divertente ed interessante. La seconda escursione ci ha fatto scoprire l’isola da mare. Purtroppo il tempo era veramente pessimo e quindi non abbiamo potuto godere a pieno di questa avventura. Comunque non dimenticherò mai il branco di delfini che ci ha nuotato intorno, nuotare in mezzo a squali (innocui) e razze (rese innocue) e mille altri pesci coloratissimi. Peccato non essere riusciti a vedere una sola balena, vi auguro di essere più fortunati di me. Per il resto Moorea offre qualcosa in più di Bora Bora a livello città, se avete la possibilità di girare in motorino o macchina vedrete che essendo più grande potrete trovare davvero di tutto. Per quanto riguarda il mare, inutile dirlo che è magnifico. Vi consiglio una spiaggia, simile alla Matira Beach di Bora Bora, quella dell’hotel Sofitel (solo dopo averlo già prenotato ho scoperto che la sua spiaggia è citata sulle guide) che ha una parte di libero accesso a tutti. Lascio la parola, o meglio la penna, o meglio ancora la tastiera a Novella per i suoi consigli. Per me e mio marito Moorea ha rappresentato l’avventura (visto che il mare ed il relax ce lo eravamo regalato a Fakarava nei giorni prima). Per prima cosa abbiamo voluto affittare uno scooter per girare in libertà l’isola. Circumnavigare Moorea è facilissimo, esiste una sola strada costiera che vi permetterà di osservare ogni singolo dettaglio di questa magica isola. Essendo domenica, abbiamo potuto ammirare come passano il tempo i polinesiani, che amano riunirsi nei parchi davanti alle chiese per fare sport in compagnia e picnic. Il rammarico è stato non poter raggiungere la cascata Afareaitu, nel sud dell’isola: avendo piovuto la strada era praticamente impraticabile per il fango e con uno scooter impossibile da affrontare. L’altra escursione è stata, come quella di Veronica, in 4×4 fino su alla Montagna Magica. Oltre alla visita alla piantagione di ananas, abbiamo apprezzato quella all’Azienda Agricola Polinesiana per la coltivazione della vaniglia.
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FAKARAVA

Per noi questo atollo in mezzo all’Oceano ha rappresentato la pace ed il relax dopo le “fatiche” (se così si possono definire…) del matrimonio. Anche perché non c’è molto da fare se non spiaggia, mare e sole! Nei nostri tre giorni di soggiorno, alloggiati in una pensione locale con bungalow sulla spiaggia (Pearl Havaiki B&B), abbiamo potuto godere del silenzio e della natura di questa terra incontaminata. Spiaggia affacciata sulla laguna, free kayak per spostarsi di spiaggia in spiaggia e bicicletta a disposizione per girovagare sull’isola. Fakarava ha poche centinaia di abitanti e questo si nota: una chiesa, un piccolo negozio di alimentari e un paio di ristorantini tipici sulla spiaggia, niente di più, ma è proprio questo il bello del posto. La tranquillità. La popolazione è aperta e sempre cordiale (anche se i prezzi delle cose, anche il latte per esempio, sono altissimi), ma la sera non c’è molto da fare. Il sole tramonta presto e subito dopo cena, alle 20.30 non c’è niente da fare, le luci si spengono e si vedono solo fuochi sulla spiaggia dove gli abitanti si riuniscono per cantare e suonare. Durante il nostro breve soggiorno abbiamo potuto visitare anche l’allevamento di perle nere (tenuto dai proprietari del nostro B&B). Allevate nella laguna, non lontano dal pontile della pensione, vengono raccolte e poi lavorate per realizzare gioielli e decori venduti in tutto il mondo.

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PAPEETE

Se non siete costretti non perdete tempo a Papeete, città di Tahiti dove arrivano i voli internazionali destinati alla Polinesia. Mio padre, che sogna questa meta da anni, mi odia quando glielo dico ma questa città è veramente deludente. Avendo uno scalo lungo 10 ore tra il trasferimento interno da Moorea al volo per Los Angeles, abbiamo deciso di prendere un taxi ed arrivare in città. Avevo letto qua e là di un mercato bellissimo, non so forse io sono capitata nel periodo o nel giorno sbagliato ma così bellissimo non l’ho trovato. In più la cittadina è disordinata, caotica e neanche troppo pulita. C’è una sola nota positiva di cui noi non abbiamo potuto usufruire a pieno per questioni di tempo: c’è una piazza sul lungomare dove la sera si possono trovare camioncini che offrono le pietanze più disparate.

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CURIOSITA’ SULLA POLINESIA

La Polinesia Francese è la patria della perle nere come già accennato. Le trovate anche a prezzi modici, certo magari non di ottima qualità, ma se non avete molte risorse a disposizione è comunque un bel souvenir da portare a casa. Se siete in viaggio di nozze e il vostro obiettivo al ritorno è quello di mettere su famiglia toccate le statue della divinità della fertilità, pare che funzioni. Per l’organizzazione del viaggio in Polinesia vi consigliamo di non trascorrere su ogni isola più di 4 notti. Solitamente l’accoppiata è sempre un’isola più “avventurosa” ed una più “rilassante”. Sta a voi scegliere si prima rilassarvi riprendere le forze e poi affrontare il secondo soggiorno con più energia o lasciarvi il totale relax per i giorni che precedono il rientro alla vita di tutti i giorni. Infine, almeno per quanto riguarda la nostra esperienza, non pensiate di andare a fare vita notturna in Polinesia. Quasi tutti quelli che ci vanno finiscono per andare a dormire prestissimo e alzarsi prestissimo, proprio come gli abitanti delle varie isole. Non è difficile trovare persone in spiaggia già alle 7 del mattino, ma vi assicuriamo che tornerete davvero rigenerati.

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