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Agrigento tra cultura e cemento. Come scoprire la città di Pirandello in pochi giorni

Agrigento e le sue bellezze, avevo davvero poco tempo per scoprirle… Una toccata e fuga dovuta ad un incarico di lavoro che volevo però sfruttare al meglio, e così ho cercato di ritagliarmi alcuni spazi solo miei per avventurarmi per le vie della città, per esempio svegliandomi molto prima degli altri andando in giro con la sola compagnia della mia macchina fotografica.

LA STORIA

Fondata nel 580 a.C. Agrigento è stata città di Greci, Romani, Arabi e Normanni, ognuno dei quali diede un nome all’insediamento: Ἀκράγας, Agrigentum, Kerkent o Gergent e Girgenti, per arrivare all’attuale denominazione solo nel 1927 con un regio decreto legislativo. Le differenti influenze artistiche sono ben visibili in città, ma è innegabile che ciò che la caratterizza maggiormente è l’essere la Città dei Templi. Si trova infatti qui la famosa Valle dei Templi, patrimonio UNESCO dal 1997.

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La città, cosa vedere

Il nostro alloggio era proprio a due passi dalla piazza principale della città, Piazza Pirandello. E’ stato perciò facile per me partire alla scoperta di questa città dove passato e presente si fondono spesso in un contrasto fastidioso. E’ infatti impossibile non notare palazzi e chiese di una bellezza rara “sormontati” da casermoni di cemento che fanno male alla vista quanto al cuore.
Ma torniamo al “cosa vedere”. Se come me avete molto poco tempo chiedete in hotel un cartina della città, ve ne forniranno una senza problemi, e delineate un percorso che racchiuda la maggior parte delle cose importanti. Se partite da Piazza Pirandello potete salire fino alla cima della collina per godere, poi, anche di un panorama spettacolare sulla Valle dei Templi e sul mare. Del mare vi parlerò alla fine, per quanto riguarda invece la Valle dei Templi vi dico subito che non ho avuto l’opportunità di andare. Era periodo di mobilitazioni da parte del personale e quindi non siamo riusciti ad incastrare gli orari di apertura con i nostri. Ovviamente voi dedicate una giornata alla sua visita o, per godere di una vista ancora più suggestiva, una serata se il vostro viaggio sarà in estate.

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Piazza Pirandello

E’ la piazza più bella della città. Vi si trova il Palazzo dei Giganti, attuale sede del Municipio ma costruito nel 1627 come residenza della famiglia Tomasi dei Principi di Lampedusa e duchi di Palma. Prima di diventare sede del comune nel 1867 fu convento dei domincani. Attraverso il suo atrio è possibile accedere allo splendido Teatro Pirandello. Sulla facciata del palazzo, tutta ricoperta da piante rampicanti, è possibile scorgere alcune lapidi dedicate al Premio Nobel.

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Le Chiese

Seguendo la mia cartina, sempre considerato che avevo davvero pochissimo tempo, ho girovagato per le vie della città salendo lungo la strada principale per poi perdermi tra alcuni vicoli. Ho scoperto così alcune chiese di una bellezza davvero rara. Vi consiglio di vedere: la Chiesa di San Domenico (in Piazza Pirandello),  la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa sconsacrata del Purgatorio o di San Lorenzo, e soprattutto il Monastero di Santo Spirito dove potrete anche alloggiare. Purtroppo i miei tempi stretti non mi hanno consentito di arrivare fino al Duomo, ma voi non perdetevelo. Oltre a quelle citate l’intera Agrigento è piena di piccole e grandi chiese alcune delle quali sconsacrate. Perdendovi per le sue vie non potrete fare a meno di incontrarle.

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Vie e Palazzi di Agrigento

Un’altra cosa che non potrete evitare è voltare lo sguardo a destra e a sinistra per ammirare o anche solo scorgere qualche palazzo o qualche vicolo particolare. Non potrete trattenervi dal fotografarli, ve lo assicuro. Ma attenzione potreste finire per incorrere nel mio errore, farmi talmente trasportare dall’atmosfera da dimenticare di appuntarmi il nome di ciò che fotografavo… Tra le tante foto una di quelle a cui sono più legata è quella della scalinata di via delle arti che troverete percorrendo via Atenea, la via commerciale della città di Pirandello. Anche in questo caso ho un rammarico: non avere avuto il tempo di arrivare fino alla parte opposta della città in Piazza Vittorio Emanuele dove trovano sede il Palazzo della Provincia e della Prefettura, al cui interno sono poste la Pala di San Domenico e la Pala dell’Incoronazione della Vergine tra i santi.

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Il mare

Una volta recuperato tutto il gruppo siamo partiti alla volta del mare, avevamo davvero poche ore ma una grande necessità di rilassarci. Siamo arrivati ad una spiaggia adiacente alla Scala dei Turchi, e dopo aver lasciato l’auto, ci siamo diretti verso uno dei posti più belli e più famosi di Agrigento. Alcuni anni fa, infatti, la Scala dei Turchi fu protagonista della demolizione di uno degli eco-mostri più invadenti d’Italia. Nel 2013, anno del mio viaggio, erano ancora visibili i segni di questo intervento. Lo scenario che ci si è aperto davanti agli occhi fu straordinario. Dopo l’incanto iniziale però ci accorgemmo che purtroppo, vista l’ora tarda, si erano già accalcate sulla scogliera bianca centinaia di persone, optammo per il ritorno alla spiaggia iniziale. Il mare era cristallino ma attenzione: alcuni la costa di Agrigento sono spesso soggetti a divieto di balneazione. Informatevi prima di raggiungere la vostra meta.

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FAVARA

Vorrei concludere questo mio racconto con un consiglio. Il mio viaggio di lavoro non era propriamente ad Agrigento ma a Favara. Un piccolo centro a pochi chilometri dal capoluogo siciliano dove un notaio, Andrea Bartoli, e sua moglie Florinda hanno scelto di non cambiare città ma di cambiare la loro città.  Hanno comprato alcune case nel quartiere i “Sette Cortili” (le case erano praticamente tutte diroccate, ancora oggi a Favara si possono comprare “ruderi” per poche migliaia di euro) e le hanno trasformate in un centro culturale di arte e aggregazione. Un luogo dove tutti i cittadini possono stare insieme, confrontarsi e divertirsi. Un luogo dove i giovani si sentono finalmente a casa. Oggi Farm Cultural Park è una delle realtà più belle d’Italia. Se andate nella città di Pirandello non perdete l’occasione di visitare questo centro culturale, ne vale la pena e, se volete un consiglio, andateci di sera, magari nel fine settimana. Sarà un’esperienza indimenticabile.

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