Scoprire l’immensità di Parigi, l’itinerario di 4 giorni

Ho sempre voluto visitare Parigi ma probabilmente non ho mai trovato la persona giusta con cui farlo, in fondo Parigi è pur sempre la città degli innamorati… no?! I miei (o nostri) 4 giorni (5 in realtà ma l’ultimo era il viaggio di ritorno) nella capitale francese sono stati un mix di emozioni, stanchezza, camminate da mattina a sera e tanto, tantissimo amore.

Parigi in 4 giorni: gli itinerari

1° giorno

Il nostro volo di mattina presto ci ha portati da Milano a Parigi Beauvais e da lì per raggiungere il centro si possono prendere dei bus comodissimi oppure la combinazione navetta e treno. Una volta arrivati nell’immensa città dell’amore, dal parcheggio dei bus c’è la metropolitana che porta ovunque, con le sue 14 linee, ed è veramente velocissima e semplicissima da utilizzare. Il mio consiglio è di acquistare i ticket della metro giornalieri del numero dei giorni in cui vi fermate, credo che sia il modo più funzionale per muoversi in questa infinita città.
Se trovate, come noi, un hotel in una posizione pratica come vicino a una delle stazioni, sarà molto agevole muoversi nella vastità della capitale francese. Infatti noi alle ore 11 del mattino avevamo già fatto il check-in in hotel ed eravamo già pronti a seguire il mio itinerario con il Louvre come prima tappa.
La zona del Louvre è  elegante, appena usciti dall’omonima stazione della metro ci sono negozi lussuosi e tantissimi controlli (magari anni fa non era così ma ora a causa dei fatti di cronaca ci sono molte ispezioni ovunque…). Siamo entrati al Louvre alla scoperta delle sue collezioni: antichità Egizie, Etrusche, Italiche, Islamiche per proseguire ai piani della pittura Europea, dove ho finalmente visto la Gioconda fino a terminare con le arti di tutto il mondo e le sculture…

Usciti dal Louvre, ci siamo diretti a piedi verso i Jardin des Tuileries, dove tantissime persone, complice il bel tempo, prendevano il sole sia sul verde che con delle apposite sedie intorno alla fontana, che si trova prima della gigantissima ruota panoramica, appena prima dell’obelisco di Luxor di Pl. de la Concorde. Qui si trovano i venditori di souvenir, di macarones e di crepes e proprio qui ho mangiato la mia prima crepes dolce di tutta la vacanza. La nostra camminata è continuata su tutti gli Champs Elysées e curiosando tra le vetrine costose e i locali affollati siamo arrivati all’Arc de Triomphe, sono certa che se avessi avuto il contapassi attivo nel mio smarthphone sarebbe esploso… ma non ci potevamo fermare, la Tour Eiffel da lì non è così lontana…

Posso dire con certezza che metà pomeriggio sia di certo il momento migliore per raggiungere la Tour Eiffel e il motivo è semplice, ci arriverete come noi ancora di giorno, farete la fila per salire con l’ascensore mentre si avvicina il tramonto e se siete fortunati come noi salirete fino in cima che c’è ancora la luce, in un attimo si vedrete il tramonto e se aspettate ancora un pochino vedrete Parigi dall’alto con le luci della città accese… tre incanti!!! Appena scesi abbiamo aspettato le 23, per ammirare, fotografare e fare i video alla Tour Eiffel accesa che luccica…

2° giorno

La mia sveglia è suonata alle 7, non venite mai in vacanza con me se volete dormire (molto probabilmente anche il mio ragazzo lo pensa, ma non me lo dice…). Il programma prevedeva un itinerario bello tosto. Abbiamo preso la metropolitana fino alla zona di Pigalle e Montmartre per camminare dal Moulin Rouge, al cimitero di Montmartre, abbiamo visitato la piccola chiesetta di Saint Pierre de Montmartre ascoltando una parte della messa (era domenica mattina…), gironzolato nella piazzetta davanti che da una parte nasconde il giardino che ha al suo interno il famosissimo Mur des Je T’Aime… di rito direi che è fare la foto col vostro lui sotto la scritta “ti amo” magari nella vostra lingua. Accanto alla piazzetta c’è una via che porta alla funicolare per il Sacré Coeur, oppure come abbiamo fatto noi salendo una scaletta ripidissima ci si arriva passando dalla piazza degli artisti, la Place du tertre. Nei pressi della piazza, in rue Poulbot, per gli amanti del surrealismo, c’è la più grande collezione francese di Salvador Dalì.

La piazza degli artisti, anche se tutti dicono che non sono veri artisti di strada a me è piaciuta parecchio, ci sono tantissime persone che dipingono e ognuno con un proprio stile di mettere su tela un volto oppure un’immagine di Parigi, tutto contornato da localini dove mangiare e bere.

I locali e i negozi di souvenir proseguono dalla piazza in alcune vie fino ad arrivare appunto al Sacré Coeur che è un’immensa cattedrale, talmente grande che è impossibile fotografarla tutta in una volta sola. Da davanti all’ingresso c è una vista piacevolissima su una buona parte della città, le foto sono anche qui un dovere. Abbiamo fatto la fila per entrare e anche al’interno l’atmosfera non è da poco. Una volta usciti da lì, abbiamo cambiato zona, raggiungendo in metro la zona est di Parigi, visitando il Cimitiére du Perè-Lachaise dove tra le tante tombe abbiamo cercato, cartina alla mano, quelle più famose: Oscar Wilde e Jim Morrison su tutti. Ci siamo poi diretti a fare l’aperitivo in uno dei locali che si affacciano a Pl.de l Bastille (il mio consiglio: prima di ordinare due birre medie leggete bene i prezzi…)

3°giorno

La sveglia è suonata alla stessa ora (mi sveglio più tardi quando vado al lavoro…) ma avevamo ancora un sacco di cose da vedere in questa immensa città. La prima tappa sono i famosissimi Jardin du Luxembourg, ma niente metro, quel giorno abbiamo girato solo coi mezzi di superficie, per imparare ad usarli e per vedere anche un po’ di città. I Jardin du Luxembourg si possono riassumere in una distesa di verde e di fiori davanti al Palais du Luxembourg circondati da tantissime attività che si possono fare oltre che a rilassarsi e a correre come in molti parchi: troverete tra i tanti, i campi da tennis, i tavoli per i giochi e la zona bimbi con anche la sabbia, insomma un vero e proprio paradiso.

Lasciati i giardini, ma restando in zona, ci siamo incamminati verso la chiesetta di Saint-Germain-des-Prés (lì vicine ci sono altre chiesette meno conosciute ma molto carine…) per arrivare a Notre-Dame ed esclamare un’unica frase: “è immensa, come Parigi”. Osservare la chiesa di Notre-Dame dalla piazza lì davanti e girarci intorno è a dir poco favoloso. L’architettura gotica è incantevole e anche dentro la chiesa è magnifica. Le navate sono pazzesche e troverete all’interno anche le foto della sua trasformazione: dalla sua costruzione fino ad’oggi. Non distante c’è anche la zona di Île Saint-Louis con la chiesetta che ne porta il nome tra le case: non è molto segnalata ma è molto particolare, consiglio di cercarla e di entrarci.

Non lontano da Notre-Dame c’è la Sainte-Chapelle che è assolutamente da visitare, con accanto il Palais de Justice (sono proprio attaccati non sbagliate come noi fila o la farete doppia…). Questa chiesetta non è gratuita ed è molto veloce da visitare ma ne vale senza alcun dubbio la pena. E’ decorata da quindici vetrate e da un grande rosone che forma veri e propri muri di luce. La Sainte-Chapelle rappresenta uno dei gioielli del gotico francese. Non siate pigri e abbiate voglia di camminare perché in questa parte di Parigi ci sono tantissimi palazzi da togliere il fiato da quanto sono belli da guardare anche solo da fuori. Tra questi l’Hôtel de Ville de Paris che è il municipio di Parigi, il Théâtre du Châtelet, il Centre Pompidou dall’estetica un po’ paricolare, il Musée National Picasso e il Musée Carnavalet. Da qui raggiungere i Quartieri Latini, la zone dei localini, è un attimo, nel nostro itinerario (casualmente…) era orario dell’aperitivo…

Da queste parti si costeggia anche la Seine (Senna) il fiume che attraversa Parigi, con i suoi 32 ponti, tutti molto caratteristici. Quello più antico è il Pont Neuf, in alcuni punti, lungo il fiume, ci sono dei mercatini di antiquariato. Sotto a questo ponte, tra l’altro, in una delle estremità dell’Île de la Cité usata dai battelli come punto d’ancoraggio, in estate è possibile rilassarsi usando una delle panchine sotto gli alberi di salice o prendendo il sole lungo i suoi argini di pietra. Un altro ponte molto popolare a Parigi è il Pont des Arts, che si differenzia dalla maggior parte degli altri perchè costruito in metallo ed è interamente pedonale. Qui gli artisti e i parigini fanno veramente di tutto dal pic-nic a ogni attività fisica.

4° giorno

L’ultimo giorno io sarei andata a Disneyland, si sa sono un’eterna bambina, ma il mio ragazzo no e ha deciso lui per noi la visita alla Reggia di Versailles. Una sola parola per descriverla: immensa. Abbiamo iniziato con la visita al palazzo per vedere le stanze del Re e le sue ricchezze, per proseguire col trenino tra i giardini ed arrivare al Piccolo Trianon che era il luogo preferito da Maria Antonietta per trovare un po’ di tranquillità. Da lì, sempre col trenino, si arriva al Grand Canal lungo 1670 metri, qui una sosta va fatta, sia per un pic-nic che per salire sulle barche a remi e navigare sul canale. Il grande parco si estende dietro alla reggia, dalla finestra centrale della galleria degli specchi fermatevi perché c’è un panorama incantevole che dai piedi del palazzo si estende a perdita d’occhio attraverso le fontane con sculture, le aiuole e i canali.

Piccola curiosità, uscendo dalla Reggia di Versailles e tornando verso la stazione del treno, sulla sinistra c’è il museo delle carrozze, non perdetevelo perché si vede tutta l’evoluzione delle carrozze imperiali, la cui storia è raccontata da un filmato… ed è gratuito.

In conclusione

Altri consigli che mi sento di dare oltre a quelli già scritti sono di camminare veramente tanto: Parigi è bellissima da girare in ogni zona e poi è immensa. Io me la immaginavo grande, ma non così e mi è piaciuta veramente tanto. Mangiare in giro è stata un’ottima soluzione, molti siti indicano dove pranzare o cenare ma ci sono talmente tanti bristot che si può fare una sosta veramente ovunque. Noi la mattina passavamo in una patisserie o in una boulangerie riempivamo lo zainetto di baguette e di croissant e iniziavamo a girare per tutta la giornata. Inoltre, prendetevi almeno per una sera del tempo per voi e il vostro lui, se andate a Parigi in coppia, sedetevi sulla terrazza davanti alla Tour Eiffel e godetevi stretti stretti il panorama… da innamorati, non lo scorderete mai!!!

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.
(Alphonse de Lamartine)

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