marrakesh porta antica

Marrakech da visitare e da vivere

Sono sempre stata attratta dai paesi arabi: i profumi delle spezie, i sapori della cucina, il deserto, le tradizioni berbere, ma anche l’architettura così colorata, affascinante e magica. Nel corso degli anni, prima di questo “clima”, ho avuto la possibilità di visitare alcune zone dell’Egitto e della Tunisia, ma avevo ancora il desiderio di visitare un altro luogo: Marrakech. Con un volo Ryanair diretto da Pisa io e mio marito abbiamo raggiunto la capitale del sud marocchina in circa 3 ore e 25.

Koutoubia di Marrakech

QUANDO ANDARE

La premessa che devo fare è che noi abbiamo sbagliato completamento il periodo, febbraio. L’idea che mi ero fatta (anche con le previsioni meteo ed i consigli di altri blog) è che potesse esserci una temperatura più mite rispetto all’Italia e che quindi febbraio fosse un po’ come in primavera. In realtà il clima marocchino, anche a Marrakech, è continentale, quindi inverni rigidi (anche con neve!!) ed estati torride, ma soprattutto sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte. Quindi abbiamo alternato giornate da piumino anche a mezzogiorno, a maniche corte con i piedi ammollo in piscina il giorno dopo, per poi accendere il termosifone in camera la sera, con addosso pigiama e felpa! Il periodo migliore per visitare Marrakech, su suggerimento dei locali, è invece maggio/giugno, quando non c’è ancora troppo caldo, la vegetazione è rigogliosa ed i turisti iniziano ad arrivare ma non c’è il caos dell’estate!

Marrakech, Palais de la Bahia

MARRAKECH BY DAY – COSA VEDERE

 In tre giorni di tempo siamo riusciti a visitare tutto ciò che avevamo programmato eccetto un paio di posti (che vi svelerò alla fine) che rimangono un po’ fuori dal centro. Durante il nostro primo giorno abbiamo subito voluto buttarci nella caotica piazza Jemaa El-Fna, il cuore pulsante di Marrakech, attiva già durante il giorno ma sbalorditiva dopo il tramonto. La piazza è un brulicare di turisti e locali, bancherelle, mercanti, incantatori di serpenti e “artisti”, ma con l’arrivo del tramonto tutto si amplifica. Asini e carri giungono in piazza carichi di tavoli e sedie e vengono allestite cucine a cielo aperto dove turisti e marocchini possono gustare, insieme, pietanze tipiche e cibo di strada. La musica si propaga, i fumi delle cucine si diffondono e la piazza sempre diventare una grande sagra.

Poco distante dalla piazza è possibile visitare (solo dall’esterno se non si è musulmani) la Koutoubia, la torre “sentinella” della moschea dei librai, costruita nel 1100 da Abd el Moumen, che diffonde la preghiera musulmana quattro volte al giorno. Accanto è invece visibile il maestoso minareto. Proseguendo verso il Mellah, abbiamo visitato il Palazzo della Bahia (entrata 1,5€) un palazzo reale pieno di cortili, vasche, stucchi e portoni costruito dal gran visir Ben Moussa per le sue spose, concubine e numerosi figli. Proseguendo a est della città, abbiamo visitato (gratuitamente) il Palazzo El-Badi, costruito nel 1593 da Ahmed el Mansour, ma del quale oggi rimangono solo le mura esterne, imponenti e “abitate” da gigantesche cicogne! All’interno delle mura un giardino essenziale ed una enorme vasca un tempo animata da giochi d’acqua.

Marrakech Palazzo El Badi

A pochi passi da qui, sono visitabili le Tombe Sadiane (3€ l’ingresso), un giardino nascosto, rigoglioso e colorato, dove si trovano i mausolei dei sovrani sadiani. Stucchi e piastrelle dai colori sgargianti fanno dimenticare di essere in un cimitero. Tra le tante cose da vedere a Marrakech abbiamo deciso di fare una piccola sosta al Cyber Park, un giardino botanico tecnologico a due passi dalla Medina. Al suo interno si possono conoscere piante e fiori tipici del magreb attraverso schermi touch dislocati nel parco; il Wi-fi è attivo ovunque, si può visitare il museo che racconta la storia della telefonia in Marocco e led calpestabili attivano giochi d’acqua nella fontana centrale. Molto divertente! Proprio accanto al Cyber Park si trovano le Mura, scorci dell’antica cinta di argilla lunga 19 chilometri.

Una giornata a parte l’abbiamo dedicata a alla visita dei Suq, tipici mercati bazar sviluppatisi nei secoli dentro vicoli strettissimi, sia all’interno di edifici che per strada. Ogni Suq ha un suo nome e un suo settore merceologico (quelli dedicati ai tappeti, alle spezie, alle scarpe, ai gioielli etc). Perdersi in questo dedalo di vicoli densi di banchi, gente e profumi e facilissimo, anche perché le vie non riportano indicazioni stradali chiare, quindi occorre fare molta attenzione. Per fare affari nei Suk occorre contrattare, ma se siete bravi (anche a non farvi abbindolare), potrete portare a casa souvenir meravigliosi a prezzi stracciati. I prodotti che vanno per la maggiore sono le spezie, la frutta secca, le ciabattine arabe interamente in cuoio e preziosi e le terracotte come le tajine. Insomma shopping!

marrakech suq

La Menara, il Pavillon ed i Giardini  Majorelle sono invece i due posti da vedere ma che noi non siamo riusciti a visitare. La Menara è un grande parco di uliveti e laghetti racchiuso da possenti mura di argilla. In questa oasi di pace gli abitanti di Marrakech trascorrono ore di relax e domeniche in famiglia. All’interno della Menara si trova il Pavillon, un padiglione del 1866 costruito per sorvegliare l’orizzonte dove si consumavano gli incontri galanti dei sultani. Infine i Giardini Majorelle creati dal pittore Nancy Jacques Majorelle negli anni ’20 dove i colori, in particolare il Blu, dominano e si fondono con la rigogliosa flora fatta di cactus, yucca, bouganville, papiri e molto altro. Questo posto incantato è stato acquistato nel 1966 da Yves Saint Laurent, che vi visse per anni ed infatti le sue ceneri furono sparse nel Roseto delle Villa al suo interno.

MARRAKECH HOTELS – DOVE DORMIRE

La scelta migliore da fare è soggiornare nei tipici Riad, abitazioni tradizionali marocchine, in stile coloniale, costruite attorno a fantastici giardini decorati da piante e piastrelle. Nel centro storico di Marrakech ce ne sono a decine, tutti caratteristici e con prezzi per tutte le tasche. Si trovano in ogni vicolo, nascosti dietro suntuosi portoni che, una volta aperti, vi “strapperanno” dal caotico chiasso della Medina. Noi abbiamo soggiornato in un Riad fuori Marrakesh, il Caravan Serai, molto bello ma immerso in un’oasi un po’ abbandonata in periferia e per questo molto scomodo da raggiungere, soprattutto di sera. La praticità di essere in centro, e di potersi spostare a piedi ogni volta che si vuole, senza il bisogno di affidarsi ai taxi, è fondamentale in una città come Marrakech.

Riad Caravan Serai Marrakech

MEDINA – DOVE MANGIARE

Noi ci siamo affidanti a Tripadvisor: le recensioni di altri viaggiatori ci hanno infatti guidato nella scelta di locali meno conosciuti, ma dove ci siamo trovati molto bene ed il costo è stato contenuto (se non si scelgono ristoranti internazionali, nella Medina si cena con poco). Noi avevamo la mezza pensione nel Riad, ma abbiamo pranzato per i tre giorni di permanenza nel centro storico, in posti meno turistici e più frequentati dai locali e non ci siamo pentiti. Sia al Toubkal (in piazza Jemaa el Fna) che al Henna Art Caffe (in un souk dietro piazza Jamaa el Fna) abbiamo gustato ottimi cous cous di verdure e pollo, spezzatini e polpette di carne (sia pollo che agnello) tutto cucinato nelle splendide tajine, pentole coniche di terracotta. Sapori incredibili che ancora stento a levarmi dalla testa.

Se volete organizzare il vostro viaggio ecco qualche link utile:

Voli diretti da Pisa, Milano e Roma con Ryanair

Per ottenere info culturali e di viaggio visitate il Sito del turismo nazionale

Per scegliere tra i numerosi Riad della Medina e non solo

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