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Lindos, la perla di Rodi

Le vacanze in villaggio, o più in generale al mare, non sono mai state la mia passione. Amo viaggiare e non stare ferma. Amo visitare nuove città, conoscere nuove culture, scoprire territori lontani. Ma la vita cambia per tutti e allora come era stato lo scorso ottobre 2015 con la scelta di Fuerteventura (viaggio che vi racconterò più avanti con l’aiuto di Laura che ci andrà presto), anche quest’anno le ferie di famiglia mi hanno portata in un villaggio al mare (pensate la mia felicità).

Rodi perfetta per un bambino piccolo

Il mio pargoletto ora non è più abbastanza piccolo da affrontare senza battere ciglio viaggi come quello di New York. Ora ha bisogno di un posto che diventi la sua casa e ovviamente del mare che fa bene a tutti. Per questo come spesso accade mi sono affidata a Lory e alla sua agenzia di viaggi. Considerando il budget, il periodo (la settimana a cavallo tra maggio e giugno) e tutte le altre componenti legate ad un bambino di 20 mesi, ci ha consigliato Rodi. In realtà un bellissimo villaggio a Lindos, un piccolo ma stupendo paesino sulla costa est. Partiti con un pacchetto di un famoso tour operator italiano siamo arrivati a Rodi, o meglio a Lindos, in serata perdendo purtroppo tutto il primo giorno, cosa accaduta poi anche l’ultimo a causa del volo previsto per la mattina presto.

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Alloggio, divertimento e spiaggia

Non voglio in nessun modo fare pubblicità al villaggio dove abbiamo alloggiato, non sarebbe giusto nei confronti degli altri che non ho visto. Vi faccio il nome solo perché sappiate, se vi viene proposto, quello che troverete, nel bene e nel male. Il nostro soggiorno è stato presso il Lindos Princess. Che dirvi: bellissima struttura, piuttosto nuova. Personale gentile e disponibile. Animazione internazionale con molti componenti dello staff italiani, bar aperti fino a tardi. Piscine grandi, attrezzate sia per adulti che per bambini. Sembrerebbe perfetto, ma qualche difetto in realtà ce l’ha. La cucina ad esempio. Per chi come noi ha al seguito un bambino piccolo non è facile trovare da mangiare per lui al buffet. A colazione il tavolo riservato ai bimbi prevedeva solo dei fantastici bomboloni fritti ripieni… poco indicati per un tuffo in piscina pochi minuti dopo oltre che per una sana alimentazione. Il tavolo poi rimaneva vuota per pranzo e quindi ero costretta a chiedere ai cuochi presenti in sala alle loro postazioni di cucinare qualcosa senza pepe visto che tutte le pietanze ne erano ricche (non pizzicavano, ma non ho ritenuto opportuno darle ad bambino così piccolo). Favore che solitamente ero costretta a chiedere anche a cena visto che il menù per i più piccoli prevedeva per la maggior parte dei casi cibi fritti. Per gli adulti nessun disagio salvo intolleranze alle spezie di ogni genere. Altro problema l’attrezzata spiaggia: la sabbia della parte “a monte” si trasformava in fastidiosissimi sassolini sulla battigia e in ciottoli e sassi più grandi a riva, inoltre l’acqua era gelida. Morale? seppur munito di scarpette mio figlio non ha avuto nessuna intenzione di fare il bagno se non l’ultimo giorno sospinto da non si sa quale motivazione.

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Lindos, una piccola perla

Un pomeriggio, complice una bella scottatura, ho “costretto” marito e figlio a seguirmi al paesino di Lindos che distava meno di 10 chilometri dall’hotel. L’andata abbiamo deciso di farla in autobus. 1,80€ di biglietto a  testa e fermata nella parte alta della cittadina. Questo significa che nelle ore in cui non è in servizio la navetta per la parte bassa e per la spiaggia, è necessario fare un pezzetto a piedi: discesa all’andata, salita al ritorno. Una volta arrivati in centro, dalla piazzetta ho potuto godere della splendida vista sulla baia e sulla spiaggia: tanta sabbia fine perfetta per i bambini. Peccato non essere stati abbastanza vicini per poterne usufruire ogni giorno. Fatte le foto di rito abbiamo iniziato la nostra visita alla città. Mio marito c’era già stato alcuni anni fa, parecchi in realtà, ma ricordava nel dettaglio le viette che si intersecano in un sali e scendi che diventa un labirinto. I negozietti di prodotti locali si susseguono alternati da piccoli ristoranti e bar. Basta davvero pochissimo tempo per girarla tutta e ne vale la pena. Se avete gambe buone, o non avete paura degli asini (come mio figlio) potete arrivare all’acropoli dove sorgevano il Tempio di Atena Lindia ed il Castello dei Cavalieri di Rodi. La scalinata è molto lunga e dissestata quindi non facilissima da percorrere. In alternativa, come detto, è possibile farsi portare dagli asini che trovate all’ingresso del paese (5€ a tratta).

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I miei rimpianti a Rodi

Purtroppo avendo un bambino in quella fascia di età che non è né troppo piccolo né troppo grande, non ho avuto la possibilità di fare un’escursione a Rodi (circa un’ora di bus) per visitare la città e le sue bellezze artistiche. Voi non perdere l’occasione di farla. Vi consiglio di prendere un’auto a noleggio, sarete più liberi di vedere quello che davvero vi interessa senza dover stare dietro al volere della guida. Altra gita da fare è quella a Prassonissi, un’isola-penisola che si trova all’estremità sud dell’isola. Lì si incontrano i due mari: il Mar di Levante e quello Egeo. Un effetto davvero particolare. Con l’altà marea diventa un piccolo isolotto, con la bassa è possibile invece raggiungere l’altra parte camminando su una striscia di sabbia. Rimpianti che mi costringono a tornare a Rodi tra qualche anno…

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