Grotta Gigante

Gioielli italiani: la Grotta Gigante a pochi chilometri da Trieste

La Grotta Gigante è stata una vero scoperta per me e per mio padre. Ne avevamo sentito parlare e così quando decidemmo, con il resto della famiglia (allora composta da mamma e cane) di trascorrere la Pasqua a Trieste mettemmo in programma anche una visita a questo luogo magico.

Grotta Gigante

La Grotta Gigante: storia

La prima esplorazione della Grotta Gigante, che si trova sull’altipiano del Carso, risale al 1840 ad opera di Anton Federico Lindner. La missione aveva come obiettivo arrivare al fiume sotterraneo Timavo per quella che sarebbe divenuta una risorsa d’acqua per la città di Trieste. L’obiettivo non fu raggiunto, ma altre diverse missioni portarono nel 1890 alla completa esplorazione del sito. La sua storia, però, è molto più antica, e risale fino all’età preistorica. Il 5 luglio 1908 il Club Touristi Triestini, visto il notevole interesse suscitato dal sito, aprì la grotta al pubblico.

Grotta Gigante

La Grotta Gigante: la mia esperienza

Come vi ho accennato all’inizio, pianificando il nostro itinerario avevamo deciso di fare una sosta alla grotta perché in più occasioni ne avevamo sentito parlare molto bene. Lo spettacolo che la natura regalava in quel luogo, a detta dei più, era imperdibile. E allora perché non farci una capatina visto che eravamo “di strada”? L’abbiamo raggiunta con il nostro camper, poi mio padre ed io ci siamo diretti con spavalderia alla biglietteria. Pochi minuti di coda, e biglietto alla mano ci dirigiamo nella sala di attesa (si entra solo in gruppo accompagnato) pronti per partire. Il tutto totalmente ignari di quello che ci sarebbe aspettato nel bene… e nel male (relativo), visto che non ci eravamo documentati nel dettaglio per non perdere l’effetto sorpresa. Abbiamo messo a fuoco che non sarebbe stata una passeggiata quando abbiamo letto il cartello sopra la porta di “ingresso” alla grotta: 500 scalini. Sì, ma non 250 a scendere e 250 a salire, 500 a scendere e 500 a salire. Che poi a scendere si va che è una meraviglia… è a salire che le forse ad un certo punto, se non si è allenati, iniziano a venir meno, tanto che una volta vista da lontano la porta di uscita mi sono chiesta se la luce che ne proveniva fosse quella dell’esterno o quella del passaggio a miglior vita 🙂

Grotta Gigante

Detto questo non posso non dirvi che l’esperienza è stata entusiasmante. Lo spettacolo che mi aspettavo è divenuto realtà man mano che ci addentravamo nella grotta. La natura sa essere stupefacente molto spesso e qui ha dato il meglio. Rimarrete senza fiato totalmente rapiti dalla bellezza che vi circonda. Vi assicuro che vale la pena quel “po’” di fatica fisica.

Grotta Gigante

Grotta Gigante: iConsigli

Per prima cosa vi dico che la grotta è facilmente raggiungibile con i mezzi propri, noi ci arrivammo in camper anche se trovammo qualche difficoltà nel parcheggiarlo, ma anche con un autobus da Trieste.

Poi un consiglio sull’abbigliamento: non essendomi documentata prima nella mia mente si era formata l’idea che facesse un freddo tremendo, morale della favola? Ero vestita come se la meta fosse l’Alaska. Niente di più sbagliato. Nella grotta ci sono 11° tutto l’anno. E’ una temperatura costante. Quindi un abbigliamento non troppo pesante ma molto comodo per camminare sarà perfetto.

Calcolate bene l’orario di arrivo. Come vi ho già detto si accede solo con visita guidata ed il percorso dura circa un’ora (non potrete perdere il passo del gruppo ma soprattutto della guida o verrete richiamati all’ordine) e parte ogni ora secondo gli orari di apertura e chiusura.

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