Guatemala, tra colori e tradizione

Sono passati ormai 16 anni dal mio viaggio in Guatemala, ma i ricordi sono ancora nitidi ed emozionanti. Un viaggio non voluto ma capitato, perché fatto grazie alla partecipazione al programma “Come Thelma & Louse” in onda su TMC2 negli anni 1999/2002. La prima parte del viaggio, più breve, si è svolta in Messico (ma del Messico vi parlerà Laura che ha potuto visitarlo con calma e approfonditamente) mentre la seconda ci ha portato in Guatemala, una terra che mi ha sorpreso, sotto ogni punto di vista.

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Città del Guatemala

Dal Messico al Guatemala ci sono circa 2 ore di volo e una volta atterrati a Città del Guatemala, la capitale del paese, si capisce subito di essere in un’altra realtà. Ho visto decine di famiglie locali entrare ed uscire dall’aeroporto con valige enormi (più alte di una persona giuro), fatte di pezza o balle, come se facessero un trasloco. La capitale è caotica, come tutte le grandi metropoli del resto, auto, pullman e soprattutto pick up da lavoro, che si trasformano in taxi improvvisati (ma a costo zero) per offrire passaggio ai locali. Un rapido giro tra i monumenti più importanti della città è d’obbligo: la Cattedrale Me tropolitana ed il Palazzo Nazionale della Cultura, che si affacciano sulla Plaza Major de la Costitucion tipica piazza coloniale del centro america. Poco distante si trovano il Mercado Central (mercato tradizionale al chiuso con bancherelle di ogni tipo) ed il Parco Centrale, un polmone verde in mezzo al caos cittadino. Da segnalare infine la torre del Reformador, che somiglia molto alla Tour Eiffel.

Antigua

La seconda tappa del mio viaggio in Guatemala è stata Antigua, una splendida città nell’entroterra montano guatemalteco, circondata da ben tre vulcani. Antigua rappresenta nel migliore dei modi l’architettura barocca tipica della cultura Ispano-americana: filate di case colorate, con archi e chiese ad ogni angolo e strade di sassi e ciottoli, per lo più in salita. La cosa affascinante, al di là dell’aspetto tipicamente coloniale di questa città, è che in qualsiasi punto vi troviate, guardando in alto, vedrete sempre spuntare la vetta di un vulcano. Un giro in città è d’obbligo tra chiese e conventi (ce ne sono tantissimi) ma soprattutto in Plaza Mayor o Parco Centrale, dove si ritrovano cittadini e turisti per riposarsi e conversare. Se vi va di vedere la città da un punto di vista diverso e privilegiato, salite fino al Cerro de la Cruz: ai piedi della Croce ammirerete Antigua in tutta la sua totalità e potrete vedere il Vulcan de Agua. Per motivi televisivi, durante il mio soggiorno ad Antigua ho potuto conoscere una realtà diversa: le scuole di spagnolo. Antigua, come altre città guatemalteche, sono infatti meta di moltissimi stranieri che vengono ad imparare lo spagnolo nelle scuole locali. Prima di lasciare Antigua abbiamo visitato una Cooperativa di donne che tessono i filati alla vecchia maniera a Sant’Antonio de Aguas Caliente. Uno lavoro artigianale e tradizionale che rispecchia in pieno i guatemaltechi, con i suoi colori e la pazienza con cui viene portato avanti.

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Lago Atitlan – Panajachel e Santiago di Atitlan

Otto giorni in Guatemala sono pochi e il nostro viaggio è stato una continua corsa. Dopo Antigua ci siamo trasferiti sul Lago di Atitlan ed il viaggio è stato ricco di osservazioni. La prima, la più curiosa, le scritte religiose sui muretti che costeggiano le strade. Decine e decine di frasi e parole sacre, su muri, cornicioni e marciapiedi, come una preghiera che accompagna i viaggiatori.  La seconda, più cruda, che descrive la realtà del posto: giorno e notte persone che camminano lungo la strada armati di fucili, a testimoniare la povertà di questa gente costretta a spostarsi a piedi e la pericolosità del luogo, dove rapine e aggressioni sono all’ordine del giorno. Il Lago di Atitlan è un posto affascinante da dove si godono tramonti strepitosi grazie alla cornice dei vulcani che circonda il bacino, ed il nostro primo approdo è stato il piccolo centro di Panajachel. Poche le cose da visitare (noi abbiamo fatto una sosta qui per poter visitare una piantagione di caffé con annessa torrefazione) ma nel piccolo tour noi abbiamo potuto ammirare la chiesetta di S. Francis e due piccoli musei/alberghi (Museo Azul Maya e La Galeria) con manufatti e reparti dell’epoca dei Maya. Per il resto Panajachel è piena di bancherelle e negozietti di souvenir, punto principale di partenza per una traversata del lago in motoscafo che ci ha portato a Santiago di Atitlan, sulla riva opposta. Durante la traversata ho potuto osservare, lungo le sponde del lago, decine di donne intente a lavare i panni sulle rive, e bambini che giocavano su barchette di legno piccole e precarie. Una volta arrivati siamo subito andati alla scoperta del luogo di Santo Maximon (o San Simon) un santo popolare venerato dall’età dei Maya ad oggi, protettore dei fumatori. La statua di Maximon è realizzata in legno e vestita elegantemente con doppiopetto, numerose cravatte e cappello ed è custodita nelle case locali (la statua viene passata di famiglia in famiglia una volta l’anno). Normalmente, durante le visite dei turisti, diverse sigarette e sigari accesi vengono poste in bocca alla statua. Noi, che eravamo lì per riprese televisive, abbiamo potuto assistere anche ad un vero rito sciamano, ma ve lo risparmio, anche per la povera gallina sacrificata sull’altare.

Chichicastenango

Una volta lasciato Santiago, l’ultima destinazione del nostro viaggio è stata Chichicastenango, la cittadina più a nord del nostro tour, sempre più nel cuore del Guatemala. Chichicastenango è conosciuta soprattutto per il suo mercato artigianale, motivo della nostra visita. Il mercato tipico (che si svolge il giovedì e la domenica) è infatti il più grande e famoso di tutto il paese, ed occupa quasi tutta la cittadina, dalla piazza principale alla chiesa di Sant Tomàs. Si spazia dal cibo ai tessuti ai fiori, qui si possono comprare souvenir e oggetti di artigianato bellissimi e a buon mercato (e spesso si contratta sul prezzo). La domenica, quando si tiene anche la funzione religiosa, la scalinata della chiesetta di S. Tomas (la cui facciata bianco candido è davvero suggestiva) è un brulicare di gente, fiori ed incenso, davvero suggestivo. Io non mi sono trattenuta e ho acquistato stoffe e borse nelle tipiche trame guatemalteche, ma anche oggetti tipici della tradizione locale, un elefantino-fischio che emette un suono particolare e le bamboline scacciapensieri che, secondo la leggenda guatemalteca, allontanerebbero le preoccupazioni se poste sotto il cuscino una notte intera.

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In conclusione, non avrei mai speso un euro per un viaggio in Guatemala, se non si fosse presentata l’occasione del programma, ma alla fine mi sono dovuta ricredere. Il Guatemala è una meta meno conosciuta e considerata dai turisti ma davvero affascinante e ricca di cultura. Tradizioni diverse e singolari, posti e panorami da lasciare a bocca aperta, persone disponibili ed accoglienti. Andateci!

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