castelli della valle d'aosta

In giro tra i castelli della Valle d’Aosta: il percorso “regionale”

Vi avevo detto di aver finito i miei racconti legati ai castelli della Valle d’Aosta (rimandando il Forte di Bard), ma in realtà vorrei darvi un ultimo piccolo consiglio.
La Regione Autonoma ha creato un percorso davvero interessante che vi permetterà di scoprirli tutti. Ecco il percorso con le indicazioni principali sui singoli castelli.

In giro tra i castelli della Valle d’Aosta: il percorso

Il tutto parte dalla strada che proviene dal Piemonte e che vi porterà dritti nelle vicinanze del Forte di Bard (dal quale vi consiglio di partire anche se non fa parte di questo percorso “regionale”). Più precisamente il vostro viaggio alla scoperta dei castelli della Valle d’Aosta inizia da Post-Saint-Martin, da lì infatti dovrete salire alla volta del Castel Savoia.

Castel Savoia

Lo ammetto, di questo posso darvi solo indicazioni “per sentito dire” perché io, per una serie di sfortunati eventi, ho sono riuscita a visitarlo (mi sono ripromessa di farlo al più presto).
Niente da dire, dalle foto appare subito come un castello delle favole. Il Castel Savoia, di Gressoney-Saint-Jean è bellissimo con le sue torrette bianche, la pietra da taglio grigia che lo ricopre e la posizione all’interno del bosco. Fu la Regina Margherita di Savoia a volerlo alla fine dell’Ottocento. Il re Umberto I, presente alla posa della prima pietra non vide il castello realizzato, fu infatti assassinato l’anno seguente. Dal 1904, anno di fine costruzione, al 1925 fu residenza estiva della regina Margherita che morì nel 1926. Ne divenne proprietario nel 1936 l’industriale Moretti, per passare poi alla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1981. La visita riguarda il piano terreno ed il piano nobile.

Una volta lasciata Gressoney-Saint-Jean si torna sulla strada principale che porta ad Aosta. Due le deviazioni da fare per i prossimi castelli, che troverete uno alla vostra sinistra (Issogne) e uno alla vostra destra (Verrès).

Castello d’Issogne

La strana assonanza con “i sogni” rende bene l’idea. Il castello d’Issogne, alle porte della cittadina, è un vero luogo da sogno. Una volta varcato il portone sarete catapultati in un passato lontano. Il cortile, con le pareti affrescate, i saloni, i graffiti sui muri di ogni singola stanza, e poi gli arredi e gli interventi di restauro voluti dal precedente proprietario per riportare la struttura alla sua bellezza originale, rendono la visita unica.

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Verrès

Del castello di Verrès vi ho parlato, come del paese che lo ospita. Ecco nell’organizzare questa tappa ricordatevi che non vi potrete limitare al maniero, vi perdereste qualcosa di bello. Come vi ho raccontato nel post dedicato a questo piccolo borgo, il castello è un cubo posizionato sulla cima di una collina, a dominare Verrès. La salita, piuttosto impegnativa, vi porterà fino al grande portone, da lì la magia degli interni che vivono un periodo particolare con il Carnevale storico. In paese le bellezze sono molte, specie la Collegiata di Saint-Gilles.

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Si prosegue in direzione Aosta. Quarta tappa il castello Gamba a Chatillon.

Il Castello Gamba

Come per il Castel Savoia, anche in questo caso io non ci sono stata personalmente. Il castello Gamba risale ai primi del Novecento, quando fu fatto costruire da Charles Maurice Gamba per la moglie Angélique d’Entrèves. Passò poi alla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1982. Al suo interno è conservata una collezione d’arte moderna e contemporanea, dalla fine dell’Ottocento ad oggi. 13 le sale dove ammirare dipinti, sculture, installazioni, raccolte grafiche e fotografiche. Nel castello sono organizzate attività dedicate a grandi e piccini, visite guidate, laboratori ed eventi. Di grande bellezza anche il parco che circonda la struttura.

Superata la metà del nostro percorso si arriva al Castello di Fénis, uno dei meglio conservati.

Il Castello di Fénis

Come vi ho detto quando ne ho parlato singolarmente, il Castello di Fènis è un vero e proprio gioiello. Mentre salite lungo la strada che vi porta (rigorosamente a piedi) al portone di ingresso alla vostra sinistra apparirà pian piano questa meraviglia modificata nel tempo, dalla prima costruzione del 1242 (un solo torrione) all’attuale aspetto. Quello che vi colpirà è come gli interventi di conservazione regalino ai visitatori possibilità di immergersi in quella che era la vita nel castello.

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Il nostro viaggio volge al termine. Rimangono due castelli posizionati come quello di Verrès e di Issogne: uno alla vostra destra (Sarre) ed uno alla vostra sinistra (Saint-Pierre).

Il Castello di Sarre

La penultima tappa del nostro viaggio è il Castello di Sarre. Una dimora fortemente legata alla famiglia Savoia: ne furono padroni nel Duecento per poi tornarvi, dopo vari passaggi di mano, una prima volta e poi una seconda volta nel 1869 quando venne acquistato dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, che lo aveva eletto a suo rifugio in periodo di caccia. Come accaduto per altri castelli, anche in questo caso gli interventi nel corso dei secoli furono molti. Oggi conserva intatto il gusto di Maria José, moglie di Umberto II, che lo scelse come dimora estiva anche negli anni successivi alla monarchia. Nel 1972 dai Savoia passò alla società “Moriana” che lo cedette infine alla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1989. La visita vi farà scoprire la quotidianità della famiglia Savoia, per un vero viaggio nel tempo.

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Il Castello Sarriod de la Tour di Saint-Pierre

In realtà Saint-Pierre vi offrirà due castelli, ma al momento della mia visita era aperto solo il Sarriod de la Tour che è anche l’unico a far parte del percorso regionale.
Il Castello Sarriod de la Tour è la dimostrazione di come i secoli possano modificare nel profondo una struttura. Ambienti ora l’interno erano originariamente all’esterno, scale non esistenti inizialmente e costruite in un secondo momento per aprire una nuova via di accesso ai piani superiori, ampliamenti e stravolgimenti che lo hanno reso quello che è oggi: un insieme di edifici all’interno di una cinta muraria. Da non perdere la “sala delle teste” con il suo particolare soffitto.

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In giro tra i castelli della Valle d’Aosta: iConsigli

Dopo avervi guidato lungo il percorso creato dalla Regione vi lascio gli ultimi consigli di insieme. Quelli nel dettaglio li trovate nei singoli racconti.

Nel caso delle coppie Issogne-Verrés e Sarre-Saint-Pierre calcolate di organizzare le visite nella stessa giornata, sono fattibili.

Come vi ho detto nei vari post le visite ai castelli della Valle d’Aosta sono tutte guidate a orari prestabiliti. Una volta in biglietteria vi sarà comunicata la prima visita disponibile.
Potrete acquistare i singoli biglietti in ognuno dei castelli ma se avete intenzione di vederli tutti o quasi acquistate l’abbonamento alla prima sosta. I biglietti singoli sono invece prenotatili online.
Le visite sono tutte adatte anche ai bambini, sono interessanti e mai noiose.

Tutti i castelli della Valle d’Aosta prevedono comodi parcheggi, anche per i camper, dove lasciare i vostri mezzi per poi incamminarvi verso le strutture. Le strade sono quasi tutte praticabili, attenzione a Verrés dove invece il sentiero è molto ripido e dissestato, evitatelo se avete qualche problema motorio (anche solo dovuto all’età).

iCamper: come vi ho detto più volte io ho raggiunto e girato la Valle d’Aosta in camper e oltre a dirvi che non troverete alcuna difficoltà con i parcheggi vi assicuro che anche in fatto di aree attrezzate questa regione è dalla vostra parte. Consultate il sito e cercate l’area più vicina alla vostra posizione.

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