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Città fantasma, i 5 paesi abbandonati più belli d’Italia

L’Italia è ricca di borghi e città abbandonate belle da scoprire e visitare magari in un weekend. Se volete scoprire le 5 città fantasma più belle della nostra penisola allora questa classifica fa al caso vostro. In Italia sono quasi 200 le città fantasma censite, suggestive per storia, cultura e leggende.

Craco (Matera)

Craco è una delle città fantasma più grandi e suggestive d’Italia e si trova in provincia di Matera. La sua storia è particolarmente sfortunata, visto che prima fu abbandonata dalla maggior parte dei suoi abitanti nel 1963 in seguito ad una frana, poi a causa di un terremoto negli anni ’80 si è svuotata definitivamente. Craco mantiene ancora la sua caratteristica rustica: girovagando tra le vie si possono ammirare i resti del castello e del convento intitolato a San Pietro e le decine di case diroccate. I turisti possono addentrarsi nella cittadina grazie alle visite guidate istituite dal Comune, facendolo in totale sicurezza grazie alle numerose transenne, nonostante il pericolo di crolli. Per la sua bellezza è stata scelta come location per le riprese di numerosi film tra cui “La passione di Cristo” di Mel Gibson, “Agente 007 – Quantum of Solace” di Marc Forster e “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo.

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Pentedattilo (Reggio Calabria)

Quello di Pentedattilo è più un borgo fantasma che una città. Esso fu costruito a partire dal VI secolo arroccato su una suggestiva collina in provincia di Reggio Calabria. I suoi abitanti, a causa delle continue frane, furono costretti ad abbandonarlo negli anni ’60. Molti turisti e curiosi visitano Pentedattilo per le leggende di fantasmi che si aggirerebbero nelle case diroccate. In realtà, negli ultimi anni, il borgo sta tornano a vivere con progetti di riqualificazione e manifestazioni periodiche. In estate ospita due Festival (uno sulla cultura grecanica e uno cinematografico) e accoglie i turisti in un ristorante riqualificato e in alcune botteghe artigiane.

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San Severino (Salerno)

San Severino, frazione salernitana di Centola, è una delle città fantasma più suggestive, vista la sua posizione incastonata su una rupe a quota 500 metri di altitudine. Il borgo si è lentamente spopolato in seguito alla costruzione, a fine ‘800, della linea ferroviaria fino a rimanere definitivamente disabitato a partire 1977. San Severino è raggiungibile attraverso sentieri segnati e visitabile in autonomia. Sono molti, infatti, i turisti che vengono a curiosare tra le rovine di case, negozi e chiese tanto da far nascere l’associazione “Il Borgo”, che sostiene la riqualificazione di questa cittadina. All’ingresso del borgo si trova una roccia dove è possibile lasciare un’offerta libera per sostenere l’associazione. Gironzolando per le vie del paese, dove ancora si leggono i cartelli di indicazioni, si possono ammirare il castello, la chiesa principale e numerosi edifici di epoche diverse. E’ possibile infine visitare un vecchio tratto delle linea ferroviaria ora dismessa.

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Balestrino (Savona)

La città fantasma di Balestrino si trova in provincia di Savona e la sua particolarità è che, nonostante sia stata abbandonata a metà anni ’60 a causa di terremoti e frane, la nuova cittadina è stata ricostruita poco distante. Il vecchio borgo, suddiviso in piccoli quartieri collegati tra loro da sentieri, non è purtroppo visitabile a causa della mole di turisti che negli anni lo hanno vandalizzato. Vista la sua origine medievale con tratti di mura in pietra, l’accesso al borgo è stato chiuso con cancelli ed inferriate. Dall’esterno si possono ancora ammirare i resti della Rocca e alcune abitazioni.

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Rocca San Silvestro (Livorno)

Rocca San Silvestro si trova a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, e si tratta di uno dei più antichi villaggi fantasma risalente all’epoca medievale. Fu fiorente sede di miniere di rame e piombo, ma quando i giacimenti si esaurirono il villaggio fu abbandonato definitivamente. Vista la sua importanza storica è stato inserito nel Parco Archeominerario di San Silvestro ed è quindi visitabile in tutta sicurezza ed autonomia. Centro del villaggio è il castello, parzialmente distrutto, voluto dai Conti della Gherardesca e la cinta muraria di cui si conservano alcuni tratti. Tutto intorno case e botteghe di cui ora rimane ben poco. Durante la visita attraverso percorsi segnalati è possibile percorrere vecchi tratti delle miniere un tempo attive.

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