Gita alle Cave di Torano alla scoperta del marmo di Carrara

Il marmo di Carrara è indubbiamente noto come il più pregiato tra tutti e viene estratto dalle cave delle Alpi Apuane.
La cava merita sicuramente una visita che risulterà abbastanza veloce: in meno di un’ora, con la guida, si può entrare nella “buca” con il pulmino, per scoprirne la storia e i tagli e conoscere come si trasporta in tutto il mondo questo incredibile materiale.
Lo sapevate che con il marmo si fa anche il dentifricio?!?
Artisti come Donatello, Michelangelo (che lo andava a scegliere personalmente…) e Bernini con i loro allievi di scultori, utilizzarono questo materiale che viene adoperato ancora oggi per statue, decorare le chiese, arricchire i palazzi e le città: per questo il marmo di Carrara è il più famoso al mondo.

Le cave di Torano: l’estrazione del marmo

La guida, mentre esploravamo la grotta, ci racconta che l’attività estrattiva vera e propria del marmo si sviluppò a partire dall’epoca romana e servì appunto alla costruzione delle maggiori costruzioni pubbliche di Roma. In antichità il lavoro era manuale e svolto da una manodopera da schiavi e cristiani. I primi cavatori sfruttavano le rotture naturali della roccia nelle quali incastravano dei cunei di legno che poi bagnavano con l’acqua e la naturale dilatazione provocava il distacco del masso. Per ottenere blocchi delle grandezze stabilite, successivamente i romani ricorsero ad un’altra tecnica, lungo la linea di taglio del masso scelto s’inserivano dei cunei di ferro che, percossi ripetutamente, determinavano il distacco di masso di 2m di spessore. Queste tecniche sia estrattive che di lavorazione rimasero praticamente inalterate anche dopo la scoperta della polvere da sparo, il cui impiego si rivelò però un po’ più dannoso ai fini commerciali. Solo in seguito con l’utilizzo delle mine con l’operazione chiamata la Varata, si poté distaccare una grande quantità di marmo senza danneggiare il prodotto stesso. L’estrazione in cava è stata, purtroppo, un continuo susseguirsi di avvenimenti drammatici attraverso i secoli, molti scavatori hanno perso la vita schiacciati dai blocchi.

La vera e propria rivoluzione nella tecnica estrattiva avvenne alla fine dell’Ottocento con le ideazioni del filo elicoidale e della puleggia penetrante. Il filo di acciaio è un cavo di 4–6 mm di diametro, fatto dalla torsione ad elica di tre fili. Gli incavi così formati hanno la funzione di trasportare e distribuire, lungo il taglio eseguito dal cavo, l’acqua e la sabbia silicea, che servono all’azione abrasiva. Il filo elicoidale, disposto in circuito su speciali pulegge di rinvio fissate ad appositi paletti, è lungo in genere alcune centinaia di metri e si muove ad una velocità di 5–6 m/s, mentre incide il marmo ad un ritmo di 20 cm l’ora. La puleggia penetrante è un disco d’acciaio caratterizzato sulla circonferenza, da una scanalatura e da piccoli denti diamantati, una vera e propria innovazione che ha reso più sicura e veloce tutta l’attività di estrazione del marmo.

Le cave di Torano: il trasporto del marmo:

Una volta tagliati, i blocchi dovevano scendere a valle e storicamente la discesa lungo i ripidi pendii delle cave ha rappresentato un’impresa con molti rischi per il metodo non proprio consono utilizzato, cioè quello di far rotolare i blocchi di marmo giù dalle pendici, senza alcun controllo, fino a farlo fermare a valle. 
Una buona parte del marmo estratto non viene lavorato, ma inviato al porto di Marina di Carrara che è responsabile tutt’oggi della maggior parte delle spedizioni, soprattutto per l’estero. Un’altra parte invece viene lavorata nei laboratori di scultura di Carrara, Massa, Pietrasanta e zone vicine.

In conclusione

Alla fine della visita in un ampio spazio nella cava, la guida ci ha raccontato come quello venga utilizzato tuttora come location per feste, raduni motociclistici, eventi e concerti…wow!

E altra piccola chicca da non perdere… terminato il giro alla cava di Torano è d’obbligo proseguire per Colonnata, prima di andare via, per comprare il prodotto tipico in una delle larderie del paese…il famoso lardo di Colonnata…slurp!

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