Carcassonne copertina

Carcassonne, un viaggio indietro nel tempo

Carcassonne è uno di quei posti che ti portano indietro nel tempo. Basta uno sguardo e si viene catapultati in un’altra epoca.

Mi fermai in questa città nel sud della Francia al ritorno da un lungo viaggio in Spagna (che poi vi racconterò), una tappa voluta sulla via di casa per aggiungere un’ultima ciliegia alla torta di una vacanza in famiglia indimenticabile. Ci eravamo informati, sapevamo cosa avremmo trovato, ma la meraviglia di vedere da lontano questa città fortificata, ancora totalmente intatta, arroccata su una collina fu stupenda.

Un po’ di storia di Carcassonne

Per capire a fondo la bellezza di questa cittadina è necessario parlare della sua storia. Carcassonne affonda le sue radici addirittura nel 3500 a.C. data del primo insediamento riconosciuto. Da quel momento è stata in continua ascesa, conquistata da diversi popoli che al loro passaggio non hanno fatto altro che accrescere la sua storia e la sua bellezze architettonica. La prima fortificazione risale al tempo dei Romani, intorno al 100 a.C., poi ci furono i visigoti e i Saraceni ed infine i Franchi, con la presa da parte di Pipino il Breve (padre di Carlo Magno) nel 759. Nel 1067, tramite un matrimonio, passò sotto la proprietà della famiglia Trencavel che in seguito fece costruire il Castello Comitale e la Basilica di Saint-Nazaire. La loro fine coincise con la Crociata albiginese, e la città passò a Simone di Monfort nel 1209. Inutile in tentativo di ritorno del figlio di Trencavel. Rimase in mano ai Monfort fino all’arrivo del Re di Francia nel 1227. Dopo il Trattato dei Pirenei, nel 1659 l’importanza di Carcassonne diminuì e la città rimase solo un centro economico legato soprattutto all’industria tessile, settore in cui è impegnata anche attualmente.
Ma se la parte bassa, quella non fortificata continuò a crescere la città alta, che con il passare dei vari conquistatori si era espansa fino alla forma attuale, cadde in rovina tanto che nel 1849 un decreto ne ordinava la demolizione. Una rivolta del popolo e di alcuni esponenti della cultura francese dell’epoca salvarono Carcassonne e anzi ottennero che l’architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc fosse incaricato del suo restauro. Un restauro che fu fortemente criticato perché non conservativo.

Carcassonne pianta

La città

Non mi dilungherò molto nel descrivervi le due parti della città, quella alta (fortificata) e quella bassa. E questo non perché non ci sia nulla da dire ma perché, soprattutto per quanto riguarda parte alta vi basterà perdervi tra i suoi vicoli una volta entrati dentro le mura per una visita perfetta.

La città alta

Ci sono quattro cose che dovrete assolutamente fare una volta saliti sulla cima della collina ed aver oltrepassato le mura attraverso una delle due porte di accesso, la Porte Narbonnaise o la Porte d’Aude: la prima è una passeggiata sulla cinta muraria, la seconda è un giro per i caratteristici negozi del centro storico, la terza è la visita del castello, la quarta è la Basilica di Saint-Nazaire. Non potrete lasciare Carcassonne senza aver fatto queste cose, altrimenti la vostra visita sarà stata incompleta.
Resterete affascinati dall’atmosfera che si respira tra queste mura. Spesso è possibile assistere a spettacoli di strada, ovviamente in “tono medievale”. All’interno della città fortificata ovviamente potrete trovare anche posti dove mangiare e bere per riposarvi della lunga passeggiata. Non uscite poi dalle mura senza un souvenir, le piccole botteghe di oggetti di artigianato locale sono una chicca.

Carcassonne mura

Carcassonne città

La città bassa

Una volta chiuse le fortificazioni è la città bassa di Carcassonne ad essersi espansa. In questa parte troverete musei, chiese e palazzi e ovviamente il corso del fiume Aude. Proprio su questo è costruito lo splendido Ponte Nuovo che vi condurrà facilmente alla città alta.

Carcassonne città bassa

iCamper

Io sono arrivata a Carcassonne in camper e vi posso assicurare che è facile. Al vostro arrivo troverete diversi parcheggi, fate attenzione a quelli che sono consentiti anche ai camper. Se tutto è rimasto come all’epoca sotto le mura c’è un parcheggio con la possibilità di carico e scarico. Inoltre a pochi chilometri è presente un campeggio.

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