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Bus turistici e affini… quando e se sono la scelta giusta

Avete presente quei bus turistici a due piani, con la parte superiore di solito scoperta, se non in caso di pioggia, che girano per le grandi città? Ecco io quei “cosi” li ho sempre odiati. Non ho mai capito l’utilità di spendere soldi per visitare un posto seduti su un autobus quando potevo farlo con i miei piedi (a fine giornata divenuti “zampogne”). Non ho mai capito che piacere potesse dare vedere le bellezze di una città che non conoscevo da un finestrino o sfidando il vento. Ma sapete cosa c’è? Le cose possono cambiare e adesso vi racconto perché oggi non sono più così “incattivita” contro quei “cosi” rossi.

Bus turistici: la prima volta

Era il 2014, per la precisione il ponte del 2 giugno, ero incinta ma quelli sarebbero stati gli unici giorni di ferie che mio marito aveva a disposizione (nuovo lavoro niente ferie) e allora non potevo assolutamente stare a casa. E quale idea geniale mi sono fatta venire? Perché non andare a Roma? Con quel bel caldo di fine primavera, con quei chilometri da fare portandosi dietro il pancione (pancino in effetti). Perché non andare a Roma invece che spalmarsi in spiaggia a rilassarsi? Non vi fate una brutta impressione di me, non sembro matta, lo sono proprio. E così treno e via alla scoperta della Capitale, dove ero già stata ma sempre per delle toccate e fuga che non me l’avevano fatta conoscere nella sua anima più profonda.
Il tempo non era dalla nostra parte, né quello segnato sull’orologio (avevamo solo tre giorni), né quello atmosferico al nostro arrivo. E’ così che ho vinto la mia diffidenza ed ho proposito a mio marito di salire su un autobus scoperto rosso. Quello che avevo sempre ritenuto il male assoluto. Ed è lì che ne ho apprezzato alcuni pregi.

Bus turistici… con i bambini

Pregi che poi ho continuato ad apprezzare quando ho iniziato a viaggiare con mio figlio, o per meglio dire quando ho iniziato a viaggiare con mio figlio “camminante”. Già perché finché stava tranquillo nel passeggino (o in braccio al papà) come a New York andava tutto bene. Quando ha cominciato ad assaporare la libertà di muoversi con le proprie gambe le cose sono leggermente cambiate. Provate voi a tenere a bada una piccola peste che vuole camminare ma si stanca, non vuole darti la mano, va nella direzione opposta di dove dovrebbe andare ecc… mamma e papà voi mi capite vero? Ecco che allora mi è venuto in mente che forse un bus turistico poteva aiutarci, e così è stato. Lui sta sul suo seggiolino, guarda fuori (di solito evitiamo di stare al piano scoperto se non in periodi molto caldi), se vuole muoversi lo può fare e poi le cuffie sono un toccasana. A questo si aggiungono la possibilità di scendere e risalire dopo una passeggiata, magari saltando alcune fermate e quella di arrivare facilmente ad alcuni punti della città che in solitaria sarebbero complicati da raggiungere con un bambino.

Bus turistici: in mancanza di tempo

Avendo, almeno per il momento, scelta la crociera come vacanza di famiglia, il tempo per visitare alcune città è davvero pochissimo e allora dovevamo trovare un metodo semplice e veloce per avere almeno una visione completa del posto. Ecco che in questo caso i bus turistici sono divenuti nostri alleati (oltre al fatto che abbiamo sempre un bambino con noi). In un paio d’ore (e a volte ne abbiamo a disposizione poche di più) si fa un giro completo e così le attrazioni principali riusciamo a vederle, magari scendendo in alcuni luoghi più rappresentativi.

Bus turistici: non solo bus

Nella categoria “cosi” da evitare, per me, rientravano anche gli altri mezzi di trasporto che proponevano tour della città, come i trenini, i tram ecc… Li avete mai visti in giro? Tremendi. Ma che vi devo dire, anche in questo caso mi sono dovuta ricredere, sempre in relazione al fatto di viaggiare con un bambino di neanche 3 anni. Anche loro possono aiutare a conciliare le volontà di mamma e papà al volere dei più piccoli.

 

Bus turistici (e affini) a chi sono indicati: iConsigli

Finite le premesse, e i racconti, facciamo il punto della situazione. I bus turistici, e i loro simili, non sono il male assoluto. Sono utili per certe categorie e certe situazioni che vi elencherò.

  • Se viaggiate con bambini sotto l’età della ragione e dell’obbedienza – quando saranno più grandicelli riuscirete a farli camminare al vostro fianco o potrete scegliere con loro l’itinerario più giusto per l’intera famiglia (o gruppo).
  • Se non siete proprio in formissima (tipo me incinta, o con qualche problema fisico che non vi permetterebbe tanti chilometri da macinare durante la giornata) – Potrete scendere e risalire dal bus in tutta comodità per visitare un luogo e raggiungere il successivo.
  • Se avete i minuti contati – avrete la possibilità in poco tempo di dare un’occhiata alla città in cui vi trovate per una tocca e fuga. Da quella almeno capirete se vale la pena tornarci o no. Ricordatevi di chiedere prima di salire a bordo la durata del giro completo, in modo da organizzarvi con i tempi.
  • Se non siete degli appassionati del camminare ma volete comunque scoprire le bellezze della città – non a tutti si addicono “gite” fisicamente massacranti e questo può essere un buon compromesso.

Insomma il mio consiglio è di non demonizzare nulla (come avevo fatto io con questi “cosi” rossi) ma di saper cogliere pregi e difetti di tutto, in modo da saper sfruttare al meglio tutte le risorse che ci possono essere in un viaggio. Detto questo continuo a preferire i chilometri a piedi, le cartine, la possibilità di perdersi e ritrovarsi in un posto bellissimo che non avevamo inserito nel nostro piano di giornata. Ancora qualche anno e poi mio figlio mi renderà il favore e si abituerà a camminare con mamma e papà 😉

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