Bergen - veduta

Bergen, la pescheria della Scandinavia

E’ un viaggiatore, di quelli veri, di quelli che non hanno paura di che tempo troverà, dove dormirà, chi incontrerà o come ci arriverà. Di quei viaggiatori che si lasciano trasportare dalle emozioni regalate dall’esperienza. E’ il nostro amico Bardo. Lo abbiamo incontrato e lo abbiamo convinto a raccontarci una delle sue avventure…

Bergen, la pescheria della Scandinavia

In una fresca, fin troppo fresca, mattina di luglio dopo circa otto ore di scomodo treno notturno da Stavanger, arrivo alla piccola stazione di Bergen. Lascio lo zaino negli armadietti della stazione e mi dirigo verso il centro. La città è piccola e molto accogliente, se non fosse che le grigie nubi fanno preavviso di un’imminente pioggia. Le strade, come tutte le strade norvegesi, sono invase perlopiù da biciclette con biondi capelli che svolazzano al vento, mentre le macchine si fermano civilmente quando le persone devono attraversare per poi lentamente ripartire quasi silenziosamente. Dai vari racconti di viaggiatori ho sentito che il pesce di Bergen è il più fresco, il più buono e purtroppo anche il più caro di tutta la Scandinavia. Allora perché non correre al porto per provarlo. Mentre mi incammino verso l’havn mi fermo in un laghetto ben tenuto con alcuni bambini che fanno gare di barche di legno. Il Festplassen è un parco, con un laghetto ed una piazza dove durante la stagione estiva i cittadini di Bergen organizzano eventi musicali. Mi siedo su una panchina e cerco di scoprire la direzione per il porto. Non è lontano, e dopo 10 minuti di cammino ed essermi fermato a sentire un chitarrista di strada che cantava Yellow Submarine arrivo alle pescherie.

bergen - cibo

 

Uno spiedino da 20 euro

L’intera banchina del porto è invasa da queste bancarelle rosse con sopra tonnellate di pesce fresco. Granchi grandi come bambini, gamberi, filetti di merluzzo, tranci di salmone. L’odore che viene dal retro delle bancarelle è un invito a sedersi e a farsi svenare di ogni proprio avere. Si, proprio così svenare perché se già la Norvegia di per sé è cara, il pesce qui lo è ancor di più. 22 euro per uno spiedino di pesce con accompagnamento di insalata e patatine fritte. Ma, l’odore è fin troppo invitante.

Girando per le bancarelle il mio orecchio si tende e riesco ad ascoltare un venditore che parla italiano. Mi avvicino e mi racconta che lui è di Catania e facendo le stagioni qui si guadagna parecchio. Parliamo due minuti e siccome anche lui era un viaggiatore solitario mi fa un prezzo abbassato per lo spiedino e in aggiunta ci mette degli assaggi di balena e salmone gratinato. Mi siedo sul retro della bancarella e noto come i pescherecci continuino a scaricare pesce che va direttamente nelle ghiacciaie delle bancarelle. Per ora che sia fresco e caro non c’è alcun dubbio. Ora toccherà vedere se sarà anche il più buono. Mi pare strano aver pagato una somma così esagerata per uno spiedino e tre pezzi di pesce crudo, soprattutto quando l’intero costo del pranzo è già oltre al budget giornaliero prefissato, ma lasciando stare ciò finalmente arriva il mio piatto.

bergen - cibo

 

Al primo morso arriva la terza conferma. Si è il miglior pesce che abbia mai mangiato. Il merluzzo si scioglie in bocca, il gambero è morbido e succoso e il salmone, beh il salmone è di un gusto mai provato prima. Assaggio anche la balena, che come in Islanda qui è legale mangiare, ed è differente da quella provata a Reykjavík perché cruda. Sicuramente un sapore ben differente allo spiedino, ma piacevole al gusto. Nel frattempo del mio pranzo costosissimo si scatena un acquazzone che fa invadere i “ristoranti” delle bancarelle dai turisti senza ombrello. Tutto ciò finisce in cinque minuti. Saluto il catanese e decido di visitare la città.

Il Bryggen, tra legno e colori

Dopo pranzo mi avvio verso il lungomare di Bergen, il famoso Bryggen. Questo quartiere è diventato patrimonio UNESCO nel 1979. Le case di legno agli inizi erano le residenze degli impiegati che si occupavano nella gestione del porto, che nei primi anni di Bergen era fondata sul commercio dello stoccafisso e dei cereali che arrivavano dall’Europa. Ora sono sede di uffici di turismo e ristoranti negozi di souvenir, ma nonostante questa modernizzazione delle case, gli interni e le fondamenta sono rimaste sempre le stesse dalla ricostruzione del 1702 dopo un incendio e questo permette all’area di restare viva della sua storia. bergen - caseE camminando per questo quartiere la si può benissimo annusare dal legno bagnato o vedere dagli accesi colori delle pareti delle stesse case. Mi perdo all’interno del suo quartiere camminando e sbirciando dentro i negozi di souvenir invasi da statue di vichinghi e di calamite con raffigurate il pesce servito nelle bancarelle. Starei volentieri a vagolare per la sua città, perdendomi per le strade di ciottoli o per visitare il museo dello stesso quartiere ma un treno per Oslo mi aspetta, la marcia verso i fiordi deve continuare. Nonostante le nubi, il freddo e le scarpe bagnate Bergen si è fatta amare. Saranno stati i colori, o sarà stato il suo superbo pesce ma questa città mi ha lasciato quel qualcosa di irraccontabile, che solo una volta vissuto si può capire.

…Grazie all’amico Bardo per il suo racconto di viaggio.. seguite i suoi racconti sulla sua pagina fb

Lascia un commento