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Atene… il mio viaggio “on the road”

Quando ero una ragazzina, era il 2003 e avevo ancora paura di volare, sono andata in vacanza ad Atene con la macchina prendendo il traghetto da Brindisi (oggi ci tornerei in aereo e sicuramente sarebbe la scelta più veloce ed economica). La Grecia è molto bella da visitare, sicuramente molti di voi ci saranno stati, ma io vi voglio raccontare la mia Atene, come l’ho vissuta allora un po’ così on the road, senza hotel, senza nulla di organizzato, solo con un compagno di viaggio, quattro ruote e tanta voglia di divertirmi.

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L’Acropoli

Unica certezza del viaggio direzione Acropoli e Partenone. Il viaggio in macchina non è troppo lungo se hai voglia di goderti l’attesa e studiare la cartina che, una volta arrivati a destinazione, dimenticherai sui sedili posteriori perché sarai stregato dalle meraviglie di quella città magica (a me è successo così). La strada verso l’unica meta prefissata si rivela piena di meraviglie: il Santuario di Asclepio, il Teatro di Dioniso e l’Odeon di Erode Attico si succedono in tutto il loro splendore. L’Odeon in particolare, affascina perché, seppure la platea sia stata ricostruita, svolge la sua funzione originaria e ospita quindi concerti e rappresentazioni di teatro e danza. Il teatro con l’acustica ancora perfetta, qualcuno ci spiega che poteva contenere fino a 15.000 spettatori circa, come un moderno stadio di calcio, ed era utilizzato durante le celebri Feste dedicate alla divinità.

Atene acropoli

Da Monastiraki c’è una stradina maledettamente in salita che sotto al sole è una specie di tortura. “E’ dura e in salita la via che porta agli Dei” pensiamo, mentre la fatica si fa sentire vediamo il Tempio di Atena Nike, i Propilei, il Portico delle Cariatidi, l’Eretteo e lui, il sovrano dell’Acropoli: il Partenone. Questo elegantissimo tempio prende nome da Erittonio, mitico re di Atene e fu costruito nel punto più sacro dell’Acropoli, laddove Poseidone fece sgorgare una fonte e Atena piantò un ulivo. Le forme e le geometrie sono sorprendenti ma nessun visitatore deve dimenticare che le Cariatidi sono copie in gesso degli originali conservati nel Museo dell’Acropoli. Finalmente arriviamo! Il Partenone si staglia contro il cielo con tutta la sua imponenza. Siamo emozionati e la bellezza del luogo ci ripaga di tanta fatica. Alla destra del Partenone c’è la loggia della Cariatidi e dietro si può ammirare tutta Atene dall’alto. L’Acropoli, infatti, è molto ampia ed offre più panorami. Da uno di questi si può ammirare il Teatro di Dioniso.

Atene Acropoli

Il Partenone

Sicuramente il simbolo di Atene, il Partenone è affascinante per la sua grandezza e imponenza anche se secondo me va immaginato nella sua completezza. Nel corso dei millenni ha subito danni dalle guerre ed è sempre in continuo restauro (chissà perché mi viene in mente anche il Duomo di Milano). Da là sopra si vede tutto il panorama della città a mio parere più ricca di storia che io abbia mai visitato.

Atene acropoli

Quartieri caratteristici: Monastiraki e La Plaka

La passeggiata che mi ha portata fino ai piedi dell’Acropoli attraversa i due quartieri più caratteristici di Atene: Monastiraki e Plaka, piene di giovani che frequentano la moltitudine di localini aperti, di turisti che ad ogni ora del giorno possono mangiare qualsiasi cosa desiderino, di reperti storici protetti in teche di vetro nel bel mezzo di un camminamento, di negozi caratteristici mescolati a franchising con cani e gatti randagi ovunque e immobili decadenti ed abbandonati (a causa della crisi economica).

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Il mercato delle pulci intorno a Monastiraki

Monastiraki è stato, durante i 400 anni di dominio ottomano, il centro commerciale della città. E’ per questo che, fino ai giorni nostri, ha mantenuto ancora molto di quel suo caratteristico stile orientale . Si tratta sicuramente di un quartiere molto folcloristico e animato, quasi come un bazar. Ed è anche qui che si svolge, tutte le domeniche, il famoso mercatino delle pulci. Questo è decisamente il luogo ideale per gli amanti dei posti rumorosi, animati e ricchi di bancarelle. Il mercato è dislocato tra le viuzze intorno alla chiesetta di Agios Filippos, tra le stazioni di metropolitana di Thissio e Monastiraki, proprio nella stessa area dove in tempi remoti si tenevano i commerci al dettaglio. La domenica mattina è il momento di essere qui. Tuffatevi tra la gente. Avrete l’occasione di rovistare tra la mercanzia più disparata e proveniente da ogni parte del mondo (qualcosa arriva anche in modo non del tutto legale).

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Il cuore pulsante di Atene è l’area racchiusa dalle due piazze principali della città, Piazza Sintagma e Piazza Omonia. In queste strade i ritmi frenetici della vita ateniese sono bilanciati in qualche maniera dalla lentezza dei tempi che furono. Qui ci sono tanti negozi: quelli moderni, vero e proprio inno al consumismo, e quelli tradizionali come, ad esempio, i mercanti di tessuti in prevalenza ebrei, legati alla tradizione: a volte proprio uno accanto all’altro nella stessa strada. E poi, soprattutto, un’infinità di gente… tanta tanta gente, a tutte le ore del giorno e della notte

Atene acropoli

ILaura su Atene:

Suggerimento per i voli: http://www.skyscanner.it/
L’aeroporto Eleftherios Venizelos si trova a Spata ed è stato costruito per i giochi olimpici.

Come muoversi ad Atene: il bus è senza dubbio il mezzo meno caro. Ci sono tantissime linee da e per l’aeroporto. La linea x94 collega la stazione del metro con l’aeroporto, la linea x95 (h24) per piazza Cintagma, la x96 per il Pireo (biglietto € 3.20 cad.) e ultimamente anche il treno ha raggiunto l’aeroporto (biglietto € 6 cad). L’Attikò Metrò è costituita da 3 linee: la 1 che percorre da sud a nord della città, la 2 e la 3 che attraversando tutto il centro storico raggiungono l’aeroporto a nord e i quartieri del sud. (biglietto da € 0.70 a € 0.80 fino ad arrivare al giornaliero a €2.90)

In macchina: da Milano a Brindisi in macchina poi traghetto.
Tutti dovremmo avere nel cassetto dei ricordi un viaggio “on the road”.

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
(Jack Kerouac)

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